Giovedì, 5 Agosto 2021
Gossip

Al Bano sulla figlia Ylenia: "Prima della sua scomparsa ebbi segni premonitori"

Tra spiritualità e superstizione, il cantante ha raccontato a 'Mistero Magazine' gli strani accadimenti che si verificarono nei giorni precedenti alla sparizione della sua primogenita

Al Bano Carrisi

Nel corso di un'intervista rilasciata alla rivista Mistero Magazine, Al Bano Carrisi ha affrontato la dolorosa vicenda della figlia Ylenia parlando di segni premonitori inquietanti avuti giorni prima della sua scomparsa.

Gatti neri, presepe in fiamme, strani presagi: questi sono stati gli elementi che il cantante, parlando del suo rapporto speciale con la spiritualità e la religione, ha associato al drammatico evento, senza però nascondere un po' di superstizione.

"Mi ricordo cinque maledetti gatti neri e mi scuso con tutti gli animalisti, alla fine dell'anno 1993. Spuntarono tutti insieme di fronte a casa mia, davanti al bosco... Ed è una cosa che non dimenticherò mai. Sempre in quei giorni, una pigna cadde sul presepe di casa, che prese fuoco e andò distrutto" ha raccontato Al Bano che così si sentiva "toccato" da tante sventure.

"Reagii contro Dio, ma capii subito che stavo commettendo un gravissimo errore, perché mi allontanavo da una certezza per affrontarne altre" ha aggiunto. "Non entro nei particolari, ed è giusto che sia così, ma dopo un po' mi ritrovai a pensare: 'Se a Dio hanno ammazzato un figlio, tu chi ti credi di essere per non poter provare su questa Terra una cosa del genere?'. A quel punto ricominciai a collegarmi con Dio e il mio spirito migliorò, sentivo meno acidità e cattiveria dentro. Così ho riscoperto la cristianità".

Tra gli incontri che hanno arricchito la spiritualità dell'artista c'è quello con Papa Giovanni Paolo II: "Ho cantato sette volte per lui e ogni volta che ci incontravamo mi faceva venire i brividi" ha ricordato ancora. "Non dimenticherò mai il primo incontro, nella sua cappella privata in Vaticano. Eravamo in ventidue persone, c'erano mia madre, mio fratello, Romina, le due bambine. Quell'incontro mi segnò, perché in lui vedevi il divino: nei suoi occhi percepivi la bontà assoluta, ma anche la capacità di leggerti l’anima fin nel profondo". 

Carrisi, infine, ha ammesso di essere anche un po' superstizioso: "Certo non ne faccio una ragione di vita, ma ci sto attento, con moderazione" - ha confidato - "Per esempio: dicono che il 17 porta sfortuna? E allora io lo considero un numero in grado di avvertirti che qualcosa potrebbe non andar bene".

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