Martedì, 11 Maggio 2021

Io e te, Francesco Giuffrè racconta papà Carlo: "Un padre assente fisicamente"

Sono trascorsi quasi due anni dalla morte del celebre attore napoletano protagonista della rubrica "Come nelle favole". Un padre assente fisicamente ma capace di trasmettere al figlio un amore grande per la prosa, una passione quasi viscerale che ha saputo dare molto al pubblico italiano

Francesco GIuffrè ospite della trasmissione Rai Io e te, intervistato da Pierluigi Diaco

Una sola volta sono saliti insieme sul palco, uno a fianco all'altro, interpretando "La lista di Schindler", figli di due epoche diverse ma legati dallo stesso sangue e dalla stessa passione e dedizione per il teatro. Sono Carlo Giuffrè, il celebre attore teatrale scomparso poco meno di due anni fa quasi novantenne e il figlio Francesco, anche lui attore e interperete del teatro patologico. La storia di Giuffrè (padre) è stata il cuore della rubrica "Come nelle favole", inserita all'interno della trasmissione Rai "Io e te", condotta da Pierluigi Diaco.

Francesco Giuffrè: "Carlo un padre assente, ma solo fisicamente"

Sono numerose le opere portate in scena da Carlo Giuffrè, prima con Eduardo De Filippo e poi con il fratello Aldo. Spettacoli che tutta l'Italia ricorda e che Pierluigi Diaco ha voluto rivivere con chi oggi cerca di portare avanti questa arte. Alla domanda di come papà Carlo abbia accolto la volontà del figlio di fare teatro, Francesco Giuffrè sottolinea come fosse "quasi naturale provare a farlo".

Il teatro non è stata solo passione per Carlo Giuffrè, "lui mi ha insegnato quanta dedizione c'è dietro alle opere che si portano poi in scena", ha spiegato il figlio Francesco che ancora oggi non riesce a scindere le figure del padre e dell'attore in quanto sono uno contaminazione dell'altro.

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Francesco è cresciuto orfano di una figura paterna, in quanto ha pagato lo scotto dell'avere un padre artista che girava il mondo in tournè e rientrava solo a Natale, a Pasqua e qualche volta d'estate ma, nonostante questo, "non l'ho mai vissuto come una mancanza", sottolinea.

Un omaggio dunque ad un'icona del teatro ma anche ad un grande doppiatore e attore cinematografico che ha fatto grande l'Italia.

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