Lunedì, 27 Settembre 2021
Love & corn

Antonella Clerici su Vittorio Garrone: "Niente nozze ma sogniamo una casa per noi"

Intervistata dal settimanale Oggi, la conduttrice de "La prova del cuoco" fa un bilancio del primo anno d'amore con l'imprenditore. E svela la ricetta della felicità della sua meravigliosa famiglia allargata

“Va tutto bene. È stato un anno importante per noi, durante il quale i nostri figli (i tre di Garrone e Maelle, che Antonella ha avuto da Eddy Martens, ndr) sono entrati a far parte della nostra relazione in modo graduale e naturale. I figli per noi sono la cosa più importante ed era inevitabile che sentissimo il desiderio di coinvolgerli nel nostro amore. Con Maelle è stato più facile, perché è piccina ed è più normale stia con noi, mentre con i figli di Vittorio, più grandi, ci siamo avvicinati con modalità diverse. È andato tutto bene, il clima è disteso e credo che il merito sia soprattutto della loro mamma”. Antonella Clerici racconta il suo primo anno d’amore con l’imprenditore Vittorio Garrone in  un’intervista esclusiva al settimanale Oggi, in edicola da domani.  

La timoniera de La prova del cuoco svela la ricetta della felicità della sua famiglia allargata. "Ciascuno riconosce e rispetta il ruolo dell’altro: Maelle adora il suo papà e ha lui come punto di riferimento; per lei Vittorio è Vittorio. Così come io non ho la pretesa di rappresentare per i figli del mio compagno una sostituta della madre o una confidente. Poi certo, se mi metto a fantasticare, mi piace immaginare che tra qualche anno, quando tutti saremo a nostro agio con questo nuovo assetto, i suoi figli si sentiranno liberi di confidarsi con me o Maelle di farlo con Vittorio”.

Il matrimonio non è tra le priorità della coppia. “Niente nozze imminenti, non c’è l’urgenza - precisa - magari lo faremo tra 10 anni. Ma l’idea di una casa insieme c’è. Molto dipenderà dal mio lavoro: il prossimo anno scade il mio contratto con la Rai. Dopo 30 anni di ritmi televisivi da Olimpiade vorrei rallentare, per dare il giusto spazio al mio privato. Smettere no, non ne sarei capace. Ma rallentare sì. Potrebbe essere il lavoro di Vittorio che lo porta a Roma, o il mio che mi porta a Milano. Chissà”.

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