Lunedì, 1 Marzo 2021

Asia Argento: "Ho visto Corona solo due volte, stiamo calmi. La nostra attrazione deriva dal caos”

Ospite di Chiambretti a La Repubblica delle Donne, lʼattrice ha raccontato come sia nata lʼattrazione per Corona che - dice - "è troppo bello!"

(Nonostante siti e giornali parlino già d'amore con Fabrizio Corona, Asia Argento preferisce andarci piano)

Asia Argento ha scelto la trasmissione di Piero Chiambretti “#CR4 – La Repubblica delle donne”, in onda su Retequattro, per parlare per la prima volta in tv  ha dello scoop del settimanale Chi che l’ha immortalata in compagnia di Fabrizio Corona e della storia appena nata con l’ex re dei paparazzi.

L’intervista è stata anche l’occasione per spiegare il suo punto di vista sullo scandalo Weinstein, sul movimento #MeToo e sul caso Jimmy Bennett.

Asia Argento su Fabrizio Corona: “E’ troppo bello!”

Sul freschissimo rapporto sentimentale con Fabrizio Corona, la Argento ha commentato: “Prima di tutto vorrei dire che Fabrizio l’ho visto due volte, lasciatecela vivere e stiamo calmi! La nostra non è un’attrazione che deriva dal “fascino del male”, quanto dal caos. Fabrizio? Mi sono fatta l’idea di un uomo profondo, intelligente, che ha sofferto, con delle idee profonde e interessanti. Un po’ matto e caotico come me… E poi, è troppo bello!”.

“Ancora non mi fido di lui, ma non bisogna necessariamente fidarsi per provare passione o fremiti nel cuore”, ha aggiunto: “Anzi, a volte il non fidarsi è ancora meglio! Io non voglio cambiare nessuno e spero che nessuno provi a cambiare me: se cambierò, è solo perché lo deciderò io”.

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“Mi ha conquistato così”

Quando le è stato chiesto come Fabrizio l’abbia conquistata: “Fabrizio credo che si adatti un po’ in base ad ogni donna: con me lo fa parlandomi, raccontandomi la sua storia e condividendo le esperienze”, ha affermato Asia: “Io ero molto legata a suo padre, Vittorio Corona, quindi avevo un occhio di riguardo per lui e conoscevo le sue origini nobili. Con il padre avevo un bellissimo rapporto, eravamo veramente amici: non mi aveva mai presentato Fabrizio, ma un altro figlio. Quando vedo Fabrizio, sento che suo padre aleggia intorno a lui”.

Se si reputa felice in questo momento? “Dipende dai momenti della giornata: a volte sono serena, altre depressa, ma forse adesso sto un pochino meglio”.

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“La più grande ingiustizia subita”

In merito a quale sia stata la più grande ingiustizia subita, senza esitazione ha risposto: “Il licenziamento per qualcosa che non ho fatto. Certo, è stato un accordo amichevole, ma mi hanno licenziata tramite una mail. Non sono d’accordo con le scelte musicali che fa questo nuovo giudice e mi vergogno anche un po’ per lui”. 

Sull’episodio di Fabrizio Corona al “Grande Fratello Vip”, invece, ha affermato: “L’ho visto 2, 3 minuti, ma mi ha fatto impressione: non riuscivo a far coincidere l’immagine che avevo di lui - conoscendolo e parlandoci - con quella persona e quella rabbia che ho visto. Una rabbia che in fondo ho anche io e che cerco di tenere a bada. Qualcosa deve averlo fatto arrabbiare profondamente e io in quel momento non volevo vederlo, perché volevo serbare l’idea che mi ero fatta di lui: ho cambiato canale e ho messo “X-Factor”… Ma mi sono in****ata ancora di più! (ride, ndr)”.

Asia Argento e la lite social con la madre

Per quanto riguarda i commenti della madre Daria Nicolodi che non ha approvato la storia con Corona, Asia Argento ha spiegato: “Io le ho risposto privatamente e lei ha pubblicato il mio messaggio. Vorrei stendere un velo pietoso perché credo che i panni, come si dice, dovrebbero essere lavati in casa propria. Mi dispiace di aver scritto quelle parole a mia madre, certo, ma non vado a riferire quello che lei ha detto a me: sono rimasta di stucco e vorrei prendere le distanze da questa faccenda, la trovo allucinante”. 

E sulla reazione del padre, il regista Dario Argento: “Gliel’ho detto quasi subito, e per prima cosa ha detto che ci avrebbe dovuto pensare poi, invece, ha detto: ‘Se sei felice, allora presentamelo’”.

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Il caso Weinstein

Argomento di discussione è stato anche il caso del famigerato produttore cinematografico Harvey Weinstein. Quando le è stato chiesto se avrebbe rifatto la denuncia, ha ribattuto: “Io non ho fatto una denuncia, mi hanno chiamato due giornalisti per chiedermi di questa cosa, che avevo anche raccontato in un film. Alla domanda: “Ma è vero che Weinstein ti ha stuprata?” ho risposto di sì, e sono fiera di averlo fatto perché è una cosa che ha aiutato tante altre donne” - e ha aggiunto – “Non potevo immaginare questo tsunami, però è servito: si è fatto un piccolo passetto avanti, su tante altre cose invece un passo indietro”. 

Riguardo alla solidarietà ricevuta dalle colleghe attrici, ha affermato: “No, non sono state solidali: però le scrittrici, le registe e le sceneggiatrici sì. Le attrici, forse, devono fare un “upgrade mentale” per liberarsi da queste catene che le vogliono un po’ succubi di un’immagine e di una misoginia interiorizzata. Comunque non gliene voglio, capisco che tutti vogliono starsene seduti sulla loro poltrona. Sappiamo bene però che moltissime di noi, se non tutte, hanno vissuto cose simili e sgradevoli. Non tutte devono avere il coraggio di raccontarle. Magari lo faranno fra 20 anni e si sentiranno pronte a raccontare”.  

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Un chiarimento anche su Jimmy Bennett, l’attore che le ha rivolto accuse di molestie: “È una persona alla deriva. È la classica, al cinema si chiama, “bellezza del ciucco”. Quando sei bambino sei un asinello, sei tanto bello poi non tutti riescono a fare il passaggio di diventare cavalli e di continuare la carriera. Io mi metto fra questi, perché anche io sono stata un’attrice e una bambina prodigio. Ho lavorato fin da piccola e ho avuto la fortuna di avere la longevità. Tanti ragazzi, tanti bambini che non ce la fanno, hanno dei risentimenti, di promesse non mantenute. Lui ha smesso a 13 anni”.

Infine, sul pagamento dei 380 mila dollari, ribadisce: “Io non li ho dati. Quando arrivò questo ricatto, il mio compagno volle dare questa cifra per proteggere la sua carriera e la mia e il nostro rapporto. Perché pensava che era una persona disturbante. Questo ricatto arrivò dopo 1 mese dalla nascita del movimento #MeToo, dove entrambi ci eravamo esposti, e lui (Anthony Boudain, ndr) pensava che questa grande rottura di scatole, che poi è uscita fuori, poteva metterla a tacere aiutando una persona bisognosa. Io mi sono esposta e ho cambiato persino avvocati per cercare di convincerlo, poi mi sono fidata di lui perché era una persona molto saggia… Comunque è stato sbagliatissimo, è stato l’errore più grande di tutti”.

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