Lunedì, 21 Giugno 2021
Gossip

"Michael Jackson cambiò viso per non somigliare al padre": la rivelazione dell'ex manager

Nel memoriale dell'ex agente del cantante si racconta il vero motivo per cui l'icona pop avrebbe voluto stravolgere le sue origini afro-americane con la chirurgia estetica: "Voleva solo dimenticare suo padre"

A sei anni dalla morte, il gossip e le indiscrezioni sulla vita travagliata di Michael Jackson non accennano a diminuire e, anzi, sarebbero destinate ad incrementarsi nel tempo, visto quanto sta emergendo da un memoriale del manager dell'icona pop di prossima pubblicazione . 

Stavolta, a tenere banco è il motivo per cui Michael Jackson avrebbe stravolto i suoi connotati fisici, raccontato con dovizia di particolari proprio dall'agente Frank Di Leo che alla fine degli anni Ottanta avrebbe strillato a Michael Jackson: "Devi smetterla con le operazioni di plastica! Il pubblico non ti riconosce più".

La reazione dell’artista, che allora aveva 30 anni, lasciò Di Leo di sale: Michael gli avrebbe raccontato di essersi sottoposto all'operazione del naso, del taglio degli occhi, degli zigomi e della bocca per togliere via ogni possibile somiglianza con il padre Joseph. "Devo cancellarlo, devo tagliarlo. Ancora adesso quando mi guardo allo specchio vedo le sue sembianze, non lo sopporto" gli avrebbe rivelato tra le lacrime, mentre  tutti pensavano fosse un rifiuto della sua identità afro-americana. 

Michael era l’ottavo di dieci figli nati dal matrimonio fra Katherine e Joseph Jackson. Da piccolo si era affermato come cantante con i fratelli nel gruppo 'Jackson 5' e proprio in quel periodo il padre lo avrebbe picchiato senza pietà, spesso ricorrendo anche alla cinghia del pantaloni. Solo da adulto, dopo molti anni, Michael rivelò quegli abusi.  

Di Leo racconta di aver avuto sospetti ben presto notando che ogni volta che papà Jackson si faceva vedere sulla scena, Michael cadeva preda di una terribile ansia. Anzi, durante il suo primo favoloso Tour, “Bad”, nel 1987, una volta che il padre andò a trovarlo in camerino il cantante fu preso da un vero e proprio attacco di panico.

Frank Di Leo appuntò tutto nei suoi diari e lo registrò sia in video che in nastri. Nel 2011, due anni dopo la morte di Michael, anche Di Leo si spense, dopo un rischioso intervento al cuore, a soli 63 anni, e sapendo di essere vicino alla fine, consegnò tutte le sue carte al collega Mark Lamica, chiedendogli di pubblicarle. E Lamica, adesso, sta facendo trapelare un po’ delle rivelazioni più ”succulente”, mentre sta negoziando con due editori per l’uscita del libro il prossimo autunno.

Inoltre, si dice che Di Leo avesse le prove che la mafia voleva far fuori Michael per una ragione che, ad oggi, non è ancora stata spiegata. 
Di Leo era stato accanto a Michael negli anni Ottanta e poi era stato di nuovo convocato per il tour finale, “This is it” nella primavera del 2009 durante le prove del quale il cantante morì, il 25 giugno. 

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