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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Gossip

Le confessioni di Rosario Crocetta: "Volevo farmi prete"

In un'intervista al settimanale Chi, il neo Governatore siciliano racconta la sua vita, tra momenti difficili e scelte dolorose

Un'intervista a cuore aperto quella che il neo Governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ha rilasciato al settimanale Chi, in uscita domani 7 novembre. Racconta di sè e degli aspetti più dolorosi di una vita per niente semplice, segnata da una solitudine obbligata, dall'assenza di coinvolgimenti sentimentali, dalla pesante "condanna a morte" che le cosche mafiose gli hanno inflitto e che lo costringe a vivere sotto scorta: "So che il Palazzo ora trema. Avrò molto da fare", ammette.

E si apre anche a confidenze intime sul suo passato, dalla ferma convinzione durante l'adolescenza di diventare prete, seguita dal ripensamento "meglio un buon cittadino che un pessimo prete", fino allo sbandamento negli anni della maturità, quando non si sentiva compreso dalla Chiesa: "Ho cominciato a leggere i Salmi, il Vangelo, poi il Corano. Non mi interessava stare in qualcosa che non mi accettava. Poi ho capito che dovevo stare dentro la Chiesa. Troppo facile stare fuori".
Ora si dichiara "comunista nel senso cattolico", ovvero "dalla parte dei deboli" e cita Pasolini quando parla di amore come coesione sociale.
 

Riguardo alla sua omosessualità, poi, afferma: "Non hanno senso le classificazioni. Dio è maschio o femmina? Ogni creatura per me è immagine di Dio, anche l'omosessuale. Pensiamo a Gesù. Affida l'apostolato a una donna, con tanti mariti. Questa è l'ispirazione evangelica."
Racconta anche delle difficoltà affrontate a causa della sua scelta sessuale:"Negli anni Settanta subii un processo pasoliniano. Volevano punirmi, ma la base non mi ha mai sfiduciato. Quindi sono rimasto".

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