Giovedì, 24 Giugno 2021
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La figlia di Pino Daniele: “Per tutti era 'il cantante', per me solo papà"

In occasione della presentazione della mostra fotografica che a Napoli ricorderà i 20 anni di carriera del cantante scomparso, Sara Daniele ha voluto condividere qualche ricordo intimo sul padre e far conoscere ai suoi fan l'aspetto più privato dell'uomo lontano dalle luci della ribalta

L'occasione per ricordare Pino Daniele è stata "Addove!", la mostra fotografica curata da Roberta de Fabritiis per celebrare i 20 anni di carriera del cantante partenopeo scomparso lo scorso gennaio.

Durante la presentazione degli scatti di Alessandro d'Urso, fotografo e grande amico dell'artista, avvenuta al Pan di Napoli alla presenza del sindaco Luigi de Magistris e dell'assessore comunale alla Cultura Nino Daniele, Sara Daniele, figlia dell'indimenticato artista, ha voluto condividere con il pubblico qualche momento intimo della storia privata del padre che l'esposizione racconterà attraverso le circa 180 immagini del periodo che va dal 1990 al 2009. 

Facciamo vedere l'artista al di fuori del palcoscenico, perché per me era sempre mio padre, quindi comunque i contrasti tra adolescente e il suo genitore e lui mi diceva sempre: ‘Tu capirai chi sono solo quando non ci sarò più'. Perché per molti è il Pino Daniele musicista, il cantante, invece per me era semplicemente papà.

Queste le parole di Sara che ha voluto dare del padre un aspetto meno pubblico e più paterno e anche sfatare quel mito per cui il cantante avesse girato le spalle alla città di Napoli per andarsene a Roma: 

Volevamo togliere anche la leggenda che papà si era un po' allontanato da Napoli, in questi anni. Non è vero, ma noi siamo nati a Roma, quindi è normale che stesse più là che a Napoli, però lui ha sempre amato questa città più di ogni altra cosa e ha trasmesso anche a noi questo amore. Dalla sua morte abbiamo sentito molto il dolore ma anche l'affetto di tutta la città, quindi ringrazio tutti.

Per ciò che attiene alla mostra, invece, de Magistris ha detto: "Non potevamo non fare questa mostra. Pino è Napoli ed andava ulteriormente raccontato alla sua città, peraltro in un luogo simbolo come il Pan. Il Comune deve cercare di interpretare i sentimenti dei napoletani, che amavano molto Pino non solo per le sue straordinarie doti artistiche, ma anche per quelle umane".
 

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