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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Quando il tatuaggio politico diventa una moda

I cortei e le proteste politiche sono passate di moda, ora ci si tatua il proprio 'credo politico' sul corpo

La moda del momento tra gli elettori del 21° sec.? Farsi tatuare il loro 'credo' politico direttamente sul proprio corpo.
Lo fanno per rafforzare le loro idee, per dimostrare la fermezza delle proprie opinioni costanti nel tempo, in segno di protesta o semplicemente perché sentono che quel particolare personaggio li rappresenti.

Oppure anche per scopi politici come  ha fatto il ragazzo che, durante le ultime primarie americane, si è fatto tatuare coraggiosamente la “R” di Romney sul viso in segno di sostegno alla campagna elettorale, ma se non altro questo si è intascato ben 15 mila dollari!

Ma l'ultimo in ordine di tempo è stato Marino Nonnis che l'altra settimana ha mostrato al mondo intero le foto del suo beniamino Silvio Berlusconi tatuato sull'avambraccio destro. Inutile dire i commenti che si è portato dietro, ma d'altronde con un atto del genere doveva aspettarselo...  

E' stata poi la volta di Sara Tommasi quando, dopo un suo presunto video su Youtube in cui descriveva il “grillismo” solo come “l’ultima maschera della ‘rivoluzione per non cambiare’ iniziata il 10 maggio 1985″, ha messo in mostra un tatuaggio rappresentante la faccia di Beppe Grillo sul suo bel fondoschiena. Sotto alla didascalia sarebbe apparsa anche la scritta “Faccia di banca…”

C'è poi Diego Armando Maradona che si è fatto tatuare Guevara sul braccio destro e Castro sulla gamba sinistra. La giustificazione che ha dato è semplicemente quella dell'espressione di una grande ammirazione che prova verso il 'Che che fa sentire tanto orgogliosi gli argentini del proprio Paese.

Immagini tatuaggi politici

Innumerevoli poi i tatuaggi che inneggiano al fascismo, nazismo e comunismo che soprattutto i ragazzi si tatuano sul petto, schiena e polpacci. La scelta non sembrerebbe in questi casi sempre ben ponderata, ma più che altro una moda alquanto discutibile di ragazzi che non conoscendo spesso la storia si affidano a delle ideologie passate che non gli appartengono.

Molto più sentiti di una manifestazione in piazza, di un corteo o di una qualsiasi protesta, insomma, quando gridare a gran voce il proprio credo non serve più, si dà voce alle proprie convinzioni politiche tatuandosi la causa in modo indelebile sul corpo.

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