Sabato, 15 Maggio 2021

Valerio Staffelli senza filtri: "Voglio precisare un aneddoto sulla cacciata di Frizzi dalla Rai"

Nel 2002, Fabrizio Frizzi attraversò un momento difficile nella sua carriera, che lo portò ad abbandonare il servizio pubblico per una parentesi a Mediaset

Valerio Steffelli

Tra i tanti messaggi di cordoglio arrivati a seguito della scomparsa di Fabrizio Frizzi, c'è stato qualcuno che ha voluto far emergere e rivendicare alcune difficoltà vissute dal conduttore anni fa durante il suo lavoro trentennale in Rai. 

Primo tra tutti Giancarlo Magalli, collega ed amico del presentatore romano. "E' stato la colonna per tanti anni - ha dichiarato - fino a uno sciagurato momento, con uno sciagurato direttore che fece delle sciagurate critiche". Magalli non ha fatto nomi, ma oggi a riprendere ed approfondire l'attacco ci pensa Valerio Staffelli. Nell'ultimo post pubblicato sul suo profilo, infatti, l'inviato di 'Striscia la notizia' scrive il seguente messaggio

"Per me Fabrizio Frizzi è stato un uomo per bene ed un grande professionista della TV, per questo vorrei precisare quanto segue per ricordare un aneddoto che ci riguarda... 
A proposito della cacciata di Frizzi dalla Rai, da qualcuno addebitata a Fabrizio Del Noce, all'epoca direttore di Rai 1, sono d'accordo con quello che ha sostenuto Giancarlo Magalli. Ricordo benissimo i messaggini e le telefonate con l'indimenticabile conduttore di tante trasmissioni di successo. 
Quando ho visto la causa contro Del Noce per la famosa microfonata sul naso, Frizzi si congratulava con me perché avevo ottenuto una sentenza favorevole nei confronti di una persona che da quando era arrivata in Rai non l'aveva più fatta lavorare"

Del Noce è stato il più longevo direttore di Rai 1, rimanendo in carica dal 2002 al 2009. Proprio nel 2002, Frizzi attraversò un momento difficile nella sua carriera: in quell'anno condusse la 15esima edizione consecutiva di 'Miss Italia', che però proprio da Del Noce venne criticata: il direttore dichiarò di essersi annoiato durante la manifestazione. Risale a circa tre mesi dopo, precisamente al dicembre 2002, l'addio di Frizzi alla Rai, per una breve parentesi in Mediaset nella primavera del 2003. 

Di quel periodo difficile periodo vissuto da Frizzi, parla anche Cinzia Marongiu, giornalista di Tiscali.it, che ricorda quanto segue: "Tra i tanti ricordi resta indissolubile quella volta, era il novembre del 2002, che ci vedemmo nel suo ufficio a Roma. Dovevamo fare un’intervista difficile, di sicuro una delle più sofferte della sua vita. Fu quella dell’addio a Rai1, la rete nella quale era cresciuto e nella quale era diventato una bandiera, che però si era trasformata in una inesorabile matrigna nei suoi confronti sotto la guida di Fabrizio Del Noce. 'Vorrei diventare un caso politico, di quelli che fanno scandalo. Come i miei colleghi che poi trovano spazio su Raitre. Il fatto è che se non sei citato dal premier in Bulgaria non ti spetta neanche questo', disse un Fabrizio amareggiato per il trattamento ricevuto durante l’estate e per le dichiarazioni ingenerose (Del Noce disse di essersi annoiato) a poche ore dalla finalissima di “Miss Italia”. 'Non so perché lo abbia fatto. So solo che ho sempre lavorato. Non ho fatto politica. Ho fatto spettacolo con l'amore di un dilettante e gli strumenti del professionista'. E per dare più risalto alle sue parole decise di farsi fotografare seduto sul marciapiede, in jeans e camicia. I piedi in una pozzanghera, l’eterno sorriso morto in gola". 

La versione di Fabrizio Del Noce 

Interpellato da Il Giornale, Del Noce spiega la sua versione dei fatti: "Ci fu una diversità di vedute su Miss Italia - dice - Ma non si dica che fu quello il motivo per cui Fabrizio decise di andare a Mediaset. Erano questioni burocratiche e contrattuali. In tv i conduttori si muovono, provano altre esperienze". Di fronte alla delusione di Frizzi, minimizza: "Sono cose che capitano quando si fanno programmi: io gli dissi che era troppo buonista e che alle sue domande le ragazze rispondevano in modo troppo banale. Ma tutto finì lì. Poi la cosa si ricompose e i nostri rapporti restarono buoni". A testimonianza di ciò, sostiene Del Noce, resta il fatto che "sono stato io ad affidargli I soliti ignoti", una volta tornato in Rai. 

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