Domenica, 19 Settembre 2021
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Achille Lauro senza filtri: i debiti in famiglia e il passato difficile

Il rapper, al centro delle polemiche per la canzone presentata a Sanremo, si racconta a cuore aperto in un lungo post su Instagram

Achille Lauro

Criticato per la canzone con cui ha partecipato all'ultimo Festival di Sanremo, "Rolls Royce", che secondo alcuni sarebbe una sorta di inno alla droga, additato da molti come un cattivo esempio per i più giovani, Achille Lauro risponde mettendosi a nudo in un lungo post su Instagram.

"Sono figlio di gente onesta - scrive il rapper - Mia madre è sempre stata una persona altruista, generosa, longamine. Abbiamo vissuto con altri bambini perché mia mamma prendeva in casa figli di famiglie in difficoltà, anche quando possibilità non ne aveva. Siamo figli di chi ha dedicato tutta la propria vita al lavoro, a cui tuttavia per tanti anni nessuno ha mai riconosciuto nulla".

A casa non sempre è stato facile, anzi, ci sono stati periodi duri: "Ho ricordi di momenti in cui non si sapeva che fine avremmo fatto, se saremmo riusciti a coprire i debiti. Ricordo quando fuori fingevo di aver già cenato perché mi vergognavo a uscire e a non avere soldi per pagare il conto. Oggi ho pagato per riavere i gioielli che mia madre aveva impegnato. Quei gioielli che sua madre le aveva regalato erano l'unico ricordo che conservava di lei. La generosità che mi è stata insegnata è la mia più grande ricchezza. Io sono come i tanti ragazzi della mia generazione, siamo cresciuti da soli crescendoci l’un l'altro". Poi l'affondo: "Nessuno conosce la mia vera storia. Non voglio essere un buon esempio, io sono un buon esempio".

Sono figlio di gente onesta, il secondo di due fratelli. Mia madre é sempre stata una persona altruista, generosa, longamine. Abbiamo vissuto con altri bambini perché mia mamma prendeva in casa figli di famiglie in difficoltà, anche quando possibilità non ne aveva. Siamo figli di chi ha dedicato tutta la propria vita al lavoro, a cui tuttavia per tanti anni nessuno ha mai riconosciuto nulla. Ho ricordi di momenti in cui non si sapeva che fine avremmo fatto, se saremmo riusciti a coprire i debiti. Ricordo quando fuori fingevo di aver già cenato perché mi vergognavo a uscire e a non avere soldi per pagare il conto. Oggi ho pagato per riavere i gioielli che mia madre aveva impegnato. Quei gioielli che sua madre le aveva regalato erano l’unico ricordo che conservava di lei. Le generosità che mi è stata insegnata è la mia più grande ricchezza. Io sono come i tanti ragazzi della mia generazione, siamo cresciuti da soli crescendoci l’un l’altro. Nessuno conosce la mia vera storia. Non voglio essere un buon esempio, Io sono un buon esempio. AL

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