Lunedì, 15 Luglio 2024
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Alda D'Eusanio ricorda il marito: "Morto in 15 giorni a 56 anni. Sono ancora scioccata"

La giornalista ha parlato di come tutt'ora conviva con il dolore per la scomparsa di Gianni Statera, avvenuta nel 1999

Alda D'Eusanio è tornata a raccontarsi in tv dopo una lunga assenza dal piccolo schermo. Lo ha fatto su Rai1, ospite di Serena Bortone nella puntata di Oggi è un altro giorno che ha dedicato del tempo al racconto della vita della giornalista e conduttrice, ancora scossa dalla scomparsa del marito Gianni Statera avvenuta nel 1999. 

"Quanto eravamo felici... Mio marito è morto in quindici giorni a soli 56 anni. Non è giusto" ha confidato ricordando il sociologo che fu il primo preside della facoltà di Sociologia della Sapienza. Per D'Eusanio la scoperta della malattia che determinò la sua scomparsa è ancora viva nella memoria e causa tutt'ora di un profondo dolore: "Quando ho saputo che era malato sono entrata nella fase di shock in cui credo di essere ancora e sono diventata una donna di dolore. Sono serena e vivo la mia vita, ma la verità e che non sarò più una donna felice", ha confidato, "La fortuna è quando tu incontri l'uomo giusto e sei amata dall'uomo giusto nel modo giusto". Se c'è ancora spazio per l'amore nella sua vita? "Sono innamorata. Sono ancora innamorata di mio marito" ha ammesso Alda.

"Ero arrivata a pesare 34 kg"

Dopo la morte del marito, Alda D'Eusanio ha affrontato un periodo molto doloroso, dal punto di vista psicologioc ed emotivo. "Ero andata da un neuropsichiatra perché ero arrivata a pesare 34 kg. Non mangiavo e non bevevo. Allora le mie amiche mi hanno fissato un appuntamento con questo neuropsichiatra che mi avrebbe fatta entrare nel tunnel dei psicofarmaci perché io ero morta" ha raccontato. Poi, proprio recandosi dal medico, è accaduto un fatto a cui ha dato un significato speciale, un incontro che ha cambiato quella giornata e le altre a venire. "Sono arrivata in anticipo e l'infermiera, vedendomi agitata, mi ha detto “Faccia una passeggiata e torni tra mezz'ora”. Passeggiando sono entrata in questo negozio di animali e c'era Giorgio, questo pappagallo, che aveva un occhio chiuso e cercava di strapparsi le penne… Lui voleva morire. Io ho riconosciuto in lui il mio stesso dolore. Ho cominciato a dargli da mangiare e lui mangiava. Allora il proprietario mi fa “Ma lei si deve pigliare Giorgio, gli fa una cura antidepressiva e poi me lo riporta” (...) Mi sono ritrovata in macchina con un pacco di semi di girasole e Giorgio. Senza andare più dal neuropsichiatra. Giorgio mi ha salvata dalla depressione".

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