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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Alessandro Borghese: "Vuoi diventare come me? Devi spaccarti la schiena. Oggi i ragazzi preferiscono i weekend con gli amici"

Lo chef e personaggio televisivo denuncia la fatica riscontrata nel reclutare personale nei suoi ristoranti, sollevando argomentazioni che suscitano critiche e obiezioni

"Sa che cosa è successo lo scorso weekend? Quattro defezioni tra i ragazzi della brigata, da gestire all’ultimo minuto, e nessuno disposto a sostituire. Così a cucinare siamo rimasti io e il mio braccio destro: 45 anni io, 47 lui": così Alessandro Borghese è tornato a rilevare a gran voce la fatica riscontrata nel reclutare personale nei suoi ristoranti. Lo fa sul Corriere della Sera, a distanza di qualche mese dalla prima denuncia che sollevava il problema associato alla diversa mentalità delle nuove generazioni: "Oggi chi si affaccia a questa professione vuole garanzie" commentava lo scorso ottobre, "Stipendi più alti, turni regolamentati, percorsi di crescita. In cambio del sacrificio di tempo, i giovani chiedono certezze e gratificazioni".

La questione che è stata nuovamente affrontata oggi dallo chef e personaggio televisivo: "Vuoi diventare Alessandro Borghese? Devi lavorare sodo. A me nessuno ha mai regalato nulla", ha detto in una nuova intervista, "Mi sono spaccato la schiena io, questo lavoro che è fatto di sacrifici e abnegazione. Ho saltato le feste di compleanno delle mie figlie, gli anniversari con mia moglie. Ho nuotato con una bracciata sempre avanti agli altri perché amo il mio mestiere". Poi l'appunto sui ragazzi di oggi, a suo dire, meno inclini al sacrificio: "Oggi i ragazzi preferiscono tenersi stretto il weekend con gli amici", ha affermato: "E quando decidono di provarci, lo fanno con l'arroganza di chi sente arrivato e la pretesa di ricevere compensi importanti da subito".

Le critiche sui social

Le dichiarazioni di Alessandro Borghese hanno suscitato le reazioni degli utenti riversati sui social a commentarle. "La gestione delle risorse umane da parte di molti ristoratori/albergatori è pessima: mi sono ritrovato in cucine con cappe non funzionanti e malattie non pagate, con compenso giornaliero che diviso nelle ore da me effettuate giornalmente arrivava a 2,50€ all'ora... Le colpe ci sono da tutte le parti" scrive qualcuno; "È vero che ci sono alcuni giovani che sono arroganti ma sarebbe anche ora di finirla di rivolgersi sempre ai giovani in generale. Non è vero che TUTTI i giovani sono come li descrive lui" aggiunge chi si unisce al coro delle critiche che comprendono anche la posizione di Borghese ritenuta privilegiata in quanto figlio di Barbara Bouchet: "Parla il figlio della famosa attrice", si legge. E poi, ancora: "E allora smettete di dare paghe da fame e sfruttare i lavoratori. Vedrai come fioccano poi, ci credo che nessuno vuole lavorare nel mondo della cucina se è schiavizzato" è l'osservazione di un utente particolarmente condivisa da quanti sostengono l'importanza di non generalizzare su tutta la categoria di giovani aspiranti lavoratori.

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