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Martedì, 21 Maggio 2024
tra passato e presente

Alessia Marcuzzi: "Per Simone Inzaghi rinunciai all'Actor's Studio. Recitare nuda? Aspetto che me lo chieda Sorrentino"

La conduttrice della cerimonia dei David di Donatello parla della sua passione per il cinema e di una breve esperienza come attrice non proseguita dopo l'incontro con il padre di suo figlio

Accanto a Carlo Conti nella cerimonia di premiazione dei David di Donatello di venerdì 3 maggio ci sarà Alessia Marcuzzi che proprio per l'occasione, in un'intervista al Corriere della Sera ha ripercorso la sua breve esperienza di attrice e confidato un amore mai sopito per il cinema. A partire dalla sua attrice preferita, Monica Vitti, in cui un po' si riconosce per una certa inquietudine celata dietro la freschezza e la simpatia. "È così. Non a caso la mia attrice preferita è Monica Vitti. Ogni tanto qualcuno dice che fisicamente le somiglio. La bionditudine, la voce afona… Una fuoriclasse che ha unito la commedia al cinema d'autore".

Nel passato di Alessia Marcuzzi c'è un ruolo nel film Il mio west di Veronesi del 1998 con David Bowie, Harvey Keitel, Leonardo Pieraccioni. "Sono la maïtresse del bordello, amante di Harvey Keitel, mentre David Bowie mi violenta e uccide. Avevo 26 anni, mi sentivo in Paradiso. Non è da poco essere ammazzata da David Bowie" ha raccontato ricordando la vita sul set: "La sua presenza metteva a tutti una tensione incredibile, spaventava già prima del suo arrivo. Era educato, sempre vestito da cowboy, anche quando non doveva girare. Con Keitel siamo diventati amici, mi ha fatto un sacco di complimenti e mi ha consigliato di seguire i corsi di recitazione all'Actor's Studio". Un'idea che però non andò avanti per questioni sentimentali: "Non l'ho fatto perché ho incontrato il papà di mio figlio Tommaso (Simone Inzaghi, allenatore dell'Inter). Ma io da quando ero piccola sognavo di diventare attrice", ha ammesso. E ancora, confidando la sua passione manifestata sin dalla tenera età: "Da piccola in salotto davanti ai miei facevo le imitazioni di Ornella Vanoni e del salotto di Maurizio Costanzo. Volevo essere pagata, papà mi devi dare un soldino. Li sfinivo con spettacoli che duravano quattro ore. Ti pago se la smetti, diceva mio padre". In seguito decise di iscriversi all'università di Lettere con indirizzo Spettacolo: "Quando a una lezione proiettarono La corazzata Potemkin mi addormentai, a me quel film ricordava Fantozzi. Poi cominciai a presentare in tv".  

Ma Alessia Marcuzzi non si porta dietro alcun rimpianto: "Non ho rimpianti, ho fatto altro, forse non ero abbastanza portata", ha affermato. E il suo amore per il cinema prosegue a manifestarlo anche come assidua spettatrice della Notte degli Oscar: "Ogni anno costringo chi mi sta intorno a restare sveglio tutta la notte. Piango a ogni discorso di ringraziamento. Mia figlia Mia (ha 12 anni e vuol fare l’attrice) mi fa la parodia, prende una bottiglia d’acqua minerale fingendo che sia la statuetta, mi ruba un vestito e mi dedica l'Oscar (...) Io il cinema lo amo. E l'amore aumentò quando stavo con Pietro Sermonti. Perfect Days di Wim Wenders, dove l’omino che pulisce i bagni ti fa pensare a non avere troppi grilli per la testa, mi ha fatto venire i lucciconi". Ma oggi, se per un film le chiedessero di spogliarsi, cosa risponderebbe? "Queste domande si fanno solo alle donne" il suo commento: "Mhhh, aspetto che me lo chiedano Sorrentino e Lanthimos, il regista di Povere creature".

Per ora, però, nei progetti più concreti e imminenti c'è la premiazione di David dove Alessia Marcussi sarà solo se stessa: "Io non voglio averla la responsabilità di portare sorrisi, anche se non mi hanno chiamata certo per aprire le buste con i nomi dei vincitori. Cercherò di fare quello che mi verrà sul momento", ha promesso. 

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