Lunedì, 26 Luglio 2021
Vip

Amadeus: "Sul lavoro amo rischiare, ma nella vita sono un papà apprensivo"

Intervistato dal settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, il conduttore racconta la sua vita in famiglia accanto ai figli José Alberto e Alice, e alla compagna Giovanna Civitillo. E ricorda la determinazione degli esordi a Radio Deejay negli anni 80'

Amadeus e il figlio Josè Alberto

Scatenato sul palcoscenico, apprensivo nella vita privata. E' un Amadeus in versione casalinga quello che si racconta nell'ultima intervista rilasciata al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni. Il conduttore di Rai 1 toglie la maschera di showman e confida al pubblico l'amore per i figli: Josè Alberto, nato 8 anni fa dall'amore per la moglie Giovanna Civitillo, a cui è legato da 15 anni, e Alice, 19, frutto di una precedente relazione. 

Spenti i riflettori, Amadeus si trasforma in un papà presente. "Nel lavoro amo rischiare e provare cose nuove. Nella vita privata sono invece l’opposto: ansioso, protettivo e ipocondriaco", spiega alla rivista diretta da Aldo Vitali. Quando è fuori casa per impegni professionali, il telefono è sempre a portata di mano. "Chiamo Giovanna e i miei figli anche quattro volte al giorno per sapere se stanno bene", ammette. 

La famiglia è il suo nido sicuro. Il palcoscenico, invece, è luogo di continue sfide. Amadeus racconta che la grande passione per il lavoro lo spinge da sempre a cercare la grinta di gettarsi in nuove avventure. Succedeva così anche da giovane, spiega. Oggi è timoniere di uno dei game show più amati di Rai 1, Reazione a catena, ma gli inizi a Radio Deejay negli anni 80 sono stati all'insegna della determinazione.

"Vivevo a Verona - racconta il conduttore ricordando i suoi esordi - C’era una data del “Festivalbar” all’Arena. Sapevo che Vittorio Salvetti (il patron dell’evento musicale, ndr) alloggiava nel tale albergo e lo avvicinai nella hall. “Le vorrei dare un mio provino” gli dissi, e lui: “Va bene, salgo in camera e scendo subito”. Lui andò in camera, si fece portare il pranzo, fece la pennichella e scese sei ore dopo. Per tutto quel tempo non mi mossi da lì, non un caffè, non una pipì. Quando scese, ne rimase impressionato. Lo accompagnai alle prove all’Arena e poi mi presentò Claudio Cecchetto". 

E ancora: "Claudio cercava persone di Milano e io, che vivevo a Verona, bluffai. “Dove abiti?” mi chiese. Io non conoscevo Milano e disse: “Vicino alla radio”. “E cosa fai a Milano?”. “Il doppiatore di telenovelas”, la prima cosa che mi venne in mente! Prese il mio provino dicendo: “Ti farò sapere”. Ne avevo già consegnati almeno altri 50 e nessuno mai mi aveva “fatto sapere”. Il giovedì successivo mi chiamò per dirmi che avrei cominciato il lunedì, turno dalle 7 alle 9. Trovai una pensione col bagno in comune, tristissima. Rimasi lì per qualche tempo poi cominciai a fare avanti e indietro da Verona. La mattina alle 4 mi svegliavo per prendere un treno locale fino a Brescia e poi un espresso fino a Milano, alle 7 ero in radio. Dopo un paio di mesi ero distrutto. Andai da Cecchetto e gli confessai tutto, convinto che mi avrebbe licenziato, invece mi aiutò a trovare un monolocale. Sono riconoscente a Claudio". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Amadeus: "Sul lavoro amo rischiare, ma nella vita sono un papà apprensivo"

Today è in caricamento