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Lunedì, 15 Aprile 2024
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"Una Ferrari, moto Ducati e un bonifico da 271mila euro": Andrea Piazzolla rivela i regali di Gina Lollobrigida

L'ex assistente personale dell'attrice scomparsa due mesi fa racconta i dettagli di un rapporto che tutt'ora fa discutere

A più di due mesi dalla morte di Gina Lollobrigida, il tema della sua eredità e dei rapporti tra i famigliari e l'assistente personale Andrea Piazzolla continuano a far parlare. In un'intervista a Gente, l'uomo ha parlato per la prima volta in modo dettagliato dei regali ricevuti dall'attrice 95enne che arriverebbero a un valore di 600 mila euro, respingendo comunque l'accusa di aver approfittato di lei a cui era legato senza alcun interesse economico.

"Gina ha voluto farmi dei regali e li ha fatti, è vero. Parliamo di una Ferrari, una moto Ducati e una Ford" ha raccontato Piazzolla: "La Ferrari e la Ford le ho rivendute, rispettivamente, vado a memoria, per 225 mila e 90 mila euro. In più c'è stato un bonifico dal conto di Gina a favore dei miei genitori, di 271 mila euro, per estinguere il mutuo della casa. In totale parliamo di circa seicentomila euro". Finito a processo per circonvenzione di incapace dopo la denuncia presentata dal figlio di Lollobrigida, proprio riguardo a Milko Skofic ha affermato: "In due parole: sangue freddo. Non ho mai visto da parte sua una manifestazione di amore e dolcezza nei confronti della sua mamma".

Le minacce ricevute

Andrea Piazzolla ha anche rivelato di aver ricevuto minacce e intimidazioni negli anni in cui viveva sotto lo stesso tetto con Gina Lollobrigida. "Ero appena tornato a casa, alla villa, ero al telefono e subito mi accorsi che uno dei cancelli non era chiuso come lo avevo lasciato. Sono sceso dalla macchina che era ancora accesa. Ho visto una persona a una quarantina di metri, una fiammata, e sentito tre colpi. Erano a salve, perché la macchina era intonsa e nemmeno io sono stato colpito: l'ho capito così" ha ricordato parlando di un episodio avvenuto nel 2017 a cui sarebbero seguite telefonate intimidatorie. "Il giorno dopo mio padre ha ricevuto una telefonata anonima di minacce rivolte a me. E ha denunciato" ha ricordato: "Sono anche risaliti all'autore delle telefonate, un algerino che vive a Napoli. Ma nessuno gli hai mai chiesto chi gli avesse detto di fare quelle telefonate. Sono anche capitati altri fatti sinistri: alcuni luoghi che frequentavo, come un autolavaggio, erano tappezzati di mie foto. E anche strani piccoli tagli alle gomme dell’auto, scoperti durante una revisione. Poi, a un certo punto, dopo la denuncia è finito tutto".

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