Martedì, 20 Aprile 2021
amarezza

Aurora Ramazzotti: “Grazie a mia madre so quante donne non prendono i mezzi pubblici per paura delle molestie”

La figlia di Eros e Michelle Hunziker commenta l'amarezza per gli attacchi ricevuti soprattutto dalle donne dopo aver denunciato episodi di catcalling

Aurora Ramazzotti e Michelle Hunziker

È amareggiata Aurora Ramazzotti. Per gli attacchi e gli insulti da cui è stata colpita dopo aver denunciato di essere vittima di catcalling e, ancor più, per aver constatato quanti di essi provengano da donne, ostili alla sua voce contraria al fastidioso fenomeno di fischi e commenti sessisti lanciati per strada.

 “Non mi aspettavo commenti così offensivi, specie da parte di donne”, ha raccontato in un’intervista al Corriere la figlia di Eros e Michelle Hunziker in cui ha spiegato perché abbia deciso di esporsi contro questa pratica tanto diffusa: “Mi è sembrato giusto farlo perché tante donne non hanno la forza di reagire a quella che ormai è una prassi considerata normale. Ma quelli che fischiano, o che dicono di peggio, non sanno che cosa si prova. Paura, umiliazione”.  A ferirla di più sono stati proprio i commenti delle donne e la constatazione che in molti credono che il catcalling “te lo devi meritare”, come se questa forma di molestia fosse un premio.

“Lo trovo assurdo”, ha aggiunto la 24enne: “Grazie all’attività di mia madre sono cresciuta con una certa consapevolezza e so bene che ci sono delle donne che evitano persino di prendere i mezzi pubblici per paura delle molestie. Ci sono quelle che si rigirano le chiavi in mano mentre attraversano un parcheggio isolato di sera. Come si fa a rispondere che il catcalling richiede certi requisiti?”, ha affermato ancora, facendo riferimento all’attività della showgirl svizzera che da anni guida la Fondazione Doppia Difesa assieme a Giulia Bongiorno.

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“Agli uomini dico: mettetevi nei panni di una donna”

La considerazione è quella di notare come la molestia comune si possa confondere con un apprezzamento gentile: “Io penso di saper distinguere una frase gentile, un complimento, da una forma di molestia verbale. Certo, ci sono molestie molto più pesanti, per non parlare delle aggressioni e della violenza fisica, però io agli uomini dico: mettetevi nei panni di una donna che sta camminando da sola per strada o sta correndo in un parco deserto”, la riflessione di Aurora: “Come pensate che possa reagire quando voi fischiate e richiamate la sua attenzione come se fosse un cane? Ci sono donne che hanno smesso di vestire come vogliono per non attirare sguardi imbarazzanti”.

Fondamentale è distinguere un complimento da una molestia. “Il complimento lo riconosci. Intanto perché non ti viene rivolto mentre sei da sola, per strada e stai facendo altro. Ti viene rivolto in altre situazioni, quando si entra in contatto con rispetto e si capisce che la donna si trova a proprio agio”, ha aggiunto ancora Aurora, accennando poi all’episodio di stalking di cui la madre Michelle Hiunziker è stata vittima: “Si finisce per non essere mai da sole, ma sempre accompagnate da qualcuno”.

Necessario più che mai in questo momento è l’appoggio di quegli uomini che rispettano le donne e che non si riconoscono nella categoria dei ‘catcaller’: “La condanna da parte loro diventa un cambio di passo. Abbiamo bisogno degli uomini, non solo in questa battaglia ma anche in tante altre. Per esempio, quella per la parità salariale. Eppure anche io, che sono un’ottimista, di fronte a questa sfida mi deprimo”.

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