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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Bianca Balti congela gli ovociti: "Non ho bisogno di un uomo per fare un figlio"

Su Instagram il lungo e doloroso sfogo della modella, già mamma di Mia e Matilde, avute da precedenti relazioni

Bianca Balti conserva gli ovociviti "per diventare mamma al momento giusto". Dopo due figlie, Matilde e Mia, avuti da due ex partner, la modalla italiana - che al momento vive a Los Angeles - decide di "svincolare il sogno di maternità dagli umori di una relazione". E' attraverso un post pubblicato su Instagram che arriva lo sfogo della Balti:  l'addio da un uomo che non l’amava, il suo riscatto, il desiderio di ripartire da se stessa. "L’indipendenza di cui io avevo bisogno era quella riproduttiva. Così un anno fa optai per congelare gli ovociti", spiega. 

Anni fa Bianca ha detto addio a Matthew McRae, padre della seconda figlia, nata nel 2015. "Svincolare il mio sogno di maternità dagli umori di una relazione fu la cosa più coraggiosa che ebbi mai il coraggio di fare per me - ha scritto - Perché se una donna non ha bisogno di uomo per fare un figlio, allora non ne ha bisogno proprio per nient’altro". 

Parola dopo parola, Bianca ripercorre con schiettezza la decisione della coppia di avere un figlio. E il naufragio. Nel dettaglio, Bianca sottolinea che l'uomo disse raccontò a sua madre, e poi a lei, il desiderio di paternità. "Sapevo che sarebbe voluto diventare padre prima o poi, ed il mio desiderio di avere altri figli non era certo un mistero… - scrive Bianca - Quello che io udii, tuttavia, fu che il rapporto con sua madre veniva prima di quello con me, anche in decisioni che coinvolgevano soltanto noi due. E, soprattutto, che procreare era una scelta sua di cui io ero un mero accessorio". 
Poi un tira e molla. E frasi come: “Sei la madre migliore che abbia mai conosciuto” a “Se ti comporti così, un figlio con te non lo faccio” o “Non ho bisogno di te, per diventare padre”.

"Piangevo, sbattevo la testa contro al muro, mi disperavo – aggiunge Bianca Balti - Pensai di essere profondamente sbagliata, forse addirittura malata. Andavo in terapia con l’obiettivo di farmi aggiustare. Volevo guarire per diventare finalmente la donna che l’avrebbe reso felice, la donna che avrebbe voluto come madre dei suoi figli. Ma per quanto mi sforzassi, non ce la facevo; sembrava che fossi uscita dalla fabbrica con un pezzo mancante".

Quindi la decisione di congelare gli ovuli. "Fu dura e non solo fisicamente - confida - benché fosse la prima cosa che facessi per me stessa da molto tempo, era duro non condividerla con un partner. Era come se, finalmente, stessi facendo i conti con la realtà delle cose, ovvero la fine del rapporto. Il tutto nel mezzo di una tempesta ormonale…". E ancora: "Gli ormoni, le iniezioni, gli sbalzi d’umore, i litigi e la fine della relazione coincisero tutti nell’arco di poche settimane, un anno fa. Iniziai la mia nuova vita da single alla fine di marzo 2021 provata e… gonfia. Per un mese circa non riuscii a dormire la notte. Mi vergognavo per l’ennesimo fallimento e mi credevo indegna di qualsiasi forma d’amore. Non riuscivo più ad entrare nei vestiti, complice la ritenzione idrica post trattamento. Mi sentivo brutta, stupida e triste. Ero stata svuotata di tutta la stima per me stessa e non sapevo dove trovare la forza per andare avanti. Eppure, svincolare il mio sogno di maternità dagli umori di una relazione fu la cosa più coraggiosa che ebbi mai il coraggio di fare per me". 

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