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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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Bruno Barbieri senza filtri sui colleghi: "Cannavacciuolo e Locatelli sono amici, gli altri no"

Lo chef ha parlato delle sue origini, dei primi lavori e del successo di Masterchef, in particolare del legame con gli altri giudici facendo alcune confessioni

Il giudice cattivo di Masterchef si è raccontato in una lunga intervista al settimanel Oggi, ha parlato dei suoi primi lavori, del rapporto speciale con la nonna, del successo del programma di Sky e dei suoi colleghi chef con i quali non sempre i rapporti erano ottimi.

Bruno Barbieri e il rapporto speciale con Cannavacciuolo

Lo chef è diventato un vero e proprio personaggio televisivo, Masterchef non sarebbe Masterchef senza di lui (come Barbieri stesso afferma nell'intervista). Il 12 gennaio compirà 60 anni e già da 10 anni giudica gli aspiranti cuochi che scelgono la tv come trampolino per fare della cucina il loro mestiere. È stato affiancato da molti giudici, ma solo con Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli si è creato un feeling che va ben oltre la trasmissione

"Io ho sempre pensato che il trio Locatelli, Cannavacciuolo, Barbieri sia quello che ha funzionato di più. È chiaro che Antonino è il giudice con cui ho più feeling. Locatelli poi…c’era bisogno di un paciere e infatti noi lo chiamiamo l’avvocato, perché io e Antonino siamo una fiction tutti i giorni. Quello che mi sono sempre domandato è perché noi non abbiamo un ristorante insieme, perché non abbiamo fatto un film insieme, magari un cinepanettone. Ci sentiamo, anche fuori dal set, con gli altri non era così". È evidente che Barbieri faccia riferimento a Carlo Cracco e Joe Bastianich i due colleghi che per più tempo hanno rivestito insieme a lui il ruolo di giudici.

Ha poi spiegato che non ha mai litigato con nessuno, solo non c'era interesse nel creare un'amicizia: "Non mi sono trovato male con nessun giudice, non lo dico per convenienza. Con gli altri non ci siamo mai telefonati fuori dal programma, non siamo mai andati a mangiare una pizza fuori dal set".

Barbieri e i primi anni da cuoco

Impossibile per Barbieri non parlare di come ha iniziato a cucinare, gli ha insegnato tutto la nonna: "Cucinavamo tutto in casa; quando tu cresci in un posto così, in un piccolo paese sulle colline, che cosa ti entra nell’anima? A me è entrata quella cosa lì, l’odore della campagna, l’odore della pioggia". A 17 anni ha iniziato a lavorare in cucina nelle navi da crociera, proprio su una di quelle navi è diventato maggiorenne e ha imparato cosa vuol dire lavorare senza sosta. "Lavoravo 19 ore al giorno, le colazioni del mattino erano alle 5, 800 omelette tutte le mattine, le facevo a occhio, guardavo sei padellini insieme. Preparavo 30 uova per la Berlinese a mano, se si fossero smontate ti buttavano in mare. Sai cosa vuol dire? devi avere un polso, un braccio che...". Adesso si gode la fama e il successo, senza mai dimenticare le sue radici, il suo unico rimpianto? Non avere un figlio, ma "mai dire mai nella vita".

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