Mercoledì, 3 Marzo 2021

Gigi Buffon, il periodo buio della depressione: "Avevo perso la gioia di vivere"

Il portierone, che poche settimane fa ha annunciato l'addio alla Juve, si mette a nudo nel libro di Alessandro Alciato, "Demoni", e parla del momento più difficile della sua vita

Gigi Buffon

Anche i big soffrono. Anche chi è "bello, ricco e famoso", come si domandava ripetutamente Gigi Buffon quando si è trovato in un tunnel nero dal quale sembrava impossibile uscire. Il portierone - che poche settimane fa ha annunciato l'addio alla Juve e, forse, al calcio giocato - ne parla nel libro "Demoni" di Alessandro Alciato.

Buffon racconta le difficoltà e le sofferenze di quel periodo, certamente il più duro della sua vita, ma anche come è riuscito a venirne fuori. Quasi per caso, visitanto la Galleria d'Arte Moderna a Torino, davanti a un quadro di Chagall: "Mi ha dato una scossa positiva, per qualche minuto mi ha reso contento. Nell'ultimo anno avevo perso la gioia di vivere, non davo più sollecitazioni al mio cervello per sottrarlo alla fissazione in cui era caduto. Il quadro di Chagall mi ha insegnato che anche le piccole cose avrebbero potuto, piano piano, trascinarmi fuori da quella melma. Ho iniziato a leggere tanti libri. Mi sono anche iscritto a un corso di chitarra".

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"Sentivo il buio prima che il buio arrivasse per davvero - racconta ancora - Peggiorava il corpo, peggiorava la mente, quello stato di me così arrendevole, che non conoscevo, mi accompagnava nel baratro di mille domande".

Il calcio lo ha aiutato molto, ma allo stesso tempo è stato uno scoglio difficile da superare quando è arrivato il primo attacco di panico: "Non potrò mai scordare una sfida di campionato contro la Reggina, in casa. Prima della partita, durante la fase di riscaldamento, mi è venuto un fortissimo attacco di panico. Davanti a tutti. Nessuno si accorgeva di niente e questo mi faceva sentire ancora più solo. Il cuore batteva a mille, il respiro diventava sempre più affannoso, pensavo di morire, pur sapendo che non sarebbe accaduto. Lì, in quel preciso momento, devo dire che sono stato bravo, perché con quel poco di lucidità che mi rimaneva sono riuscito a scavare nelle mie risorse migliori, quelle dell'orgoglio, dell'amor proprio e dell'amore verso il lavoro. Con quel briciolo di razionalità, trascorsi i fatidici cinque minuti, mi sono detto: 'Se molli adesso e scegli la scorciatoia, scegli di non giocare, lo farai ogni volta che sarai in difficoltà'. Mi sono reso subito protagonista di una parata importantissima su Cozza, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Alla fine abbiamo vinto noi, 1-0. Quella parata ha rappresentato per me una scossa clamorosa, ha funzionato da elettroshock". 

Un periodo davvero buio, che Buffon è riuscito a superare soprattutto con la sua straordinaria tenacia. Il resto è sotto gli occhi di tutti.

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