Mercoledì, 25 Novembre 2020

Cannavacciuolo dimagrito durante il lockdown: “Avevo perso 30 chili, ora mi rimetto a dieta”

Lo chef si è raccontato in un'intervista al Corriere durante la quale ha commentato anche il rischio di un nuovo lockdown che - dice - "noi ristoratori non ci meritiamo"

Antonino Cannavacciuolo

Delle difficoltà del settore della ristorazione in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo a causa della nuova ondata di coronavirus, ma non solo: nell’intervista rilasciata al Corriere, Antonino Cannavacciuolo ha raccontato anche di sé, dei progetti professionali che lo vedono impegnato in tv con la nuova stagione di MasterChef, ma anche della sua forma fisica decisamente segnata da un importante dimagrimento che lo ha portato a perdere ben 30 chili.

“Come smetto le riprese mi rimetto a dieta”, ha promesso lo chef riferendosi al cooking show a cui si sta dedicando in questo periodo: “Difficile seguirla durante le riprese. Però sono sempre venti chili in meno rispetto a quando ho cominciato. Comunque, tempo venti giorni e ricomincio. Mi rimetto anche a correre, cinque giorni alla settimana, di mattina presto. Sto molto meglio”. Qual è stato il regime alimentare seguito da Cannavacciuolo? “Nessuna dieta particolare, ho ridotto in modo drastico le quantità”, ha affermato: “Prima mangiavo veramente troppo, ora sto semplicemente tornando umano”.

Cannavacciuolo ha perso 29 chili: la dieta dello chef

Cannavacciuolo: “Noi ristoratori non ci meritiamo un nuovo lockdown”

Antonino Cannavacciuolo ha commentato duramente la possibilità di un nuovo lockdown dovuto alla nuova preoccupante impennata di casi di Covid in Italia: “A questo punto non ci si doveva nemmeno arrivare. Noi ristoratori da maggio abbiamo rispettato tutte le leggi, ridotto i coperti, distanziato, riaperto in sicurezza e ora rischiamo di dover chiudere di nuovo? No, non ce lo meritiamo proprio”, ha osservato lo chef  titolare del ristorante ‘Villa Crespi’ di Orta San Giulio, in provincia di Novara. “Ora anche qui da noi, come già in Lombardia, i clienti dovranno arrivare e andare via mezz’ora prima del solito. Ci organizzeremo come abbiamo sempre fatto. Intanto già da prima, anche per far sentire al sicuro i clienti, i tavoli da otto non li facciamo più e quelli da quattro sono diventati da due. Dopo di che, però, perché ci siamo ridotti così? Quest’estate abbiamo visto feste ovunque, barche piene… E i ristoratori che hanno, giustamente, rispettato le regole ora si trovano di nuovo a rischio chiusura”.

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