Mercoledì, 3 Marzo 2021
l'identikit

Chi è il fenomeno Charli D'Amelio, che a 16 anni detta legge a 100 milioni di ragazzini

Il misterioso successo di una ragazzina qualunque del Connecticut. I suoi balletti su TikTok fatturano 4 milioni all'anno, ma neanche lei "sa spiegarsi perché". Fatto sta che persino i governatori americani chiedono il suo aiuto contro il covid. Ecco cosa c'è da sapere, tra algoritmi e banalissima, rassicurante spensieratezza

Charli D'Amelio, 16 anni (Credit Instagram)

Questa mattina Charli D'Amelio si è svegliata, ha fatto un balletto, lo ha pubblicato su TikTok ed ha ottenuto due milioni di visualizzazioni: segue bonifico da parte di qualche eventuale brand sponsorizzato ed inserito all'interno dello sketch. Numeri destinati a crescere per chi, come lei, di follower ne ha appena raggiunti ben 100milioni, e di milioni ne fattura quattro l'anno, classificandosi come regina incontrastata della app cinese che detta ormai legge tra i giovanissimi e, dunque, come vero e proprio prototipo per adolescenti americani e non solo.

Già perché se alla parola influencer associate ancora solo il volto dell'agè Chiara Ferragni, sappiate che verrete presto bollati come boomer da figli e nipoti, che vi apriranno gli occhi sulle nuove, mostruose (in termini numerici, s'intende) leve digitali. "Io mi considero un'adolescente normale che molte persone guardano, per qualche motivo. Vorrei potervi dire come abbia fatto ad avere successo, ma non ne ho idea", ha raccontato lei, con un candore disarmante al punto da far quasi innervosire chi ascolta. E che cela, tra i suoi più o meno consapevoli segreti, il misterioso funzionamento dell'algoritmo di TikTok, la sempiterna facilità d'esplosione dei fenomeni adolescenziali e, soprattutto, la rassicurante specialità dell'ordinarietà.

Balletti che fruttano 4 milioni di dollari all'anno

Chiunque si approcci al fenomeno Charli, giornalisti ed esperti di sociale, lo fa con l'aria di sufficienza tipica con cui si narrano da sempre i teen idol, ma col senso del dovere nell'approfondire il tema, dal momento che tutto ciò che questa ragazzina del Connecticut muove, finisce instantaneamente nella quotidianità scrollata dei giovanissimi americani ma anche italiani. Per 'Fortune', Charli è nella lista degli under 40 più influenti del mondo. Per 'Forbes', la ragazzina fattura oltre 4 milioni l'anno in virtù dei numerosi accordi di sponsorizzazione e merchandising. Per un qualsiasi over 30 che si ritrovi a scorrere sul suo profilo TikTok, il successo appare semplicemente indecifrabile. Vi sfidiamo a farlo e a non avere l'impressione di assistere ad un puzzle di video tutti uguali, con balletti dall'appeal trascurabile e una difficoltà ad empatizzare che potrebbe mandarvi in analisi nel vostro sentirvi trementamente vecchi. Per consolarvi, vi basterà sapere che persino un giornalista del prestigioso The Guardian ha chiesto conto a 4 dei suoi nipoti per comprendere l'arcano. E che il collega Monroe dell'Atlantic ha sentenziato che "proprio con l'aumento del numero di domande sul perché Charli fosse popolare, aumentava la sua popolarità".

Ma intanto il fenomeno D'Amelio cresce, e lo fa clamorosamente (circa un milione di fan ogni 15 giorni): Jennifer Lopez la arruola per lanciare il suo brano, i governatori americani si affidano a lei per lanciare messaggi istituzionali in tempi di covid, Jimmy Fallon (che ha un ventesimo dei suoi follower) la lancia in tv chiamandola nel suo show.

Che cosa fa, di fatto, Charli D'Amelio

Ma in che cosa consiste, esattamente, l'attività di Charli D'amelio? Mentre alle sue spalle si fa spazio un appartamento lussuoso e luminoso come solo gli appartamenti dei ricchi sanno essere, e al suo fianco compare spesso una tipica famiglia del Mulino Bianco ben contenta di prestarsi alle gag (la sorella Dixie conta 45 milioni di follower; il padre Marc, ex candidato repubblicano al Senato del Connecticut ed imprenditore, 8.5 mln; la mamma Heidi, ex modella, 6.5 mln), Charlie, appassionata di danza dall'età di 5 anni, balla a favore di smartphone, lancia trend sui balletti da imitare e accoglie a sua volta trend che gradisce. Insomma, fa esattamente ciò che tutti i ragazzini fanno su TikTok. Perché allora tutti seguono lei e non un altro?

Pare, anzitutto, che il suo segreto sia da ricercare nell'alto tasso di immedesimazione che riesce a trasmettere ai discepoli. Charli non insiste sulla bellezza: ha un aspetto piacevole ma comune, la maggior parte delle clip è no make-up, evita abiti chic in favore di tute e felponi, il massimo dei lustrini che si concede sono adolescenziali capelli tinti di rosa e chilometriche unghie con pupazzetti disegnati. Una fotografia della nuova generazione di giovani donne cresciute nell'era della lotta al body shaming, poco inclini alla bellezza nei suoi canoni d'appariscenza degli Anni 90' e molto proiettate alla pragmaticità. Insomma, coi suoi sorrisi e la sua spensieratezza, Charlie è rassicurante balsamo per i tormenti interiori dell'adolescenza: neanche i suoi balletti sono poi così difficili, sono accessibili.

Lei, coi suoi beveroni sempre in mano, è in definitiva un po' il corrispettivo degli idoli delle serie tv americane cresciuti nei college e che hanno cresciuto le generazioni passate. In conclusione, ora, se siete over 30, potete calmarvi: non è niente di diverso dal pane che vi ha cresciuto.

Il fattore algoritmo e la mission di TikTok: la ragazza giusta al momento giusto

Parlando analiticamente, poi, c'è il fattore algoritmo. Che, anzi, andrebbe considerato più prima che poi. D'Amelio inizia a postare su TikTok nel marzo 2019 con un video di sincronizzazione labiale insieme ad una amica, piace all'app, quindi entra a far parte della casa di contenuti collaborativa TikTok, The Hype House, e a fine anno l'ex dirigente di Sony Music Barbara Jones la arruola nella sua società Outshine Talent. Nello stesso anno, TikTok  diventa un colosso in America e Chiarli diventa inspiegabilmente popolare. La ragazzina risponde appieno alla mission della nuova piattaforma, ovvero liberare gli adolescenti dalla perfezione delle patinatissime e 'smarchettanti' vecchie Insta-star in favore di uno spazio in cui mostrarsi meno perfetti e prendersi meno sul serio. Com'è noto, infatti, l'algoritmo dell'app privilegia il talento rispetto allo status di celebrità, con l'obiettivo di ricompensare chiunque per la capacità di intrattenimento e non per la fama: secondo questa dinamica, infatti, chiunque produca un ottimo video può arrivare a centinaia di migliaia di views finendo nella ambitissima sezione 'Per Te' pur partendo da una base di pochissimi follower. Un piatto ricco per l'ego degli adolescenti che hanno molta voglia di scoprirsi relazionandosi col prossimo e che, soprattutto, hanno molto tempo da perdere nel creare contenuti. Si può dunque ipotizzare che Charli sia stata la ragazza giusta al momento giusto.

Tra social e dovere sociale

Ma la fama va mantenuta, soprattutto per evitare l'implacabile ghigliottina dell"easy come, easy go", come dicono gli americani. E, per farlo, D'Amelio ha affiancato ai video divertenti, alla sponsorizzazione di brand di make e moda, e al lancio di propri prodotti di merchandising, un'assidua attività solidale. Perché, come recita l'adagio, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Ed ecco allora la campagna contro il bullismo per Unicef (ha dichiarato di aver sofferto lei stessa di disturbi alimentari, ndr), la lotta al body shaming, la collaborazione con Procter & Gamble per creare la sfida #DistanceDance su TikTok con l'obiettivo di incoraggiare l'allontanamento sociale durante la pandemia da coronavirus, la battaglia contro la sua sessualizzazione da parte di uomini adulti online. E ancora la donazione di 50.000 dollari al Norwalk Hospital della sua città natale di Norwalk in piena pandemia, l'appoggio al movimento Black Lives Matter durante le proteste di George Floyd.

Dopo TikTok c'è Triller

Quale sarà il prossimo passo? Stavolta è scontato: l'immancabile libro per adolescenti. D'Amelio pubblicherà il suo primo volume, 'Essentially Charli: The Ultimate Guide to Keeping It Real', strategicamente poco prima di Natale affinché possa sbrilluccicare sotto agli alberi degli adolescenti di tutta America. E non solo. Il regalo, infatti, quest'anno Charli se lo fa cumulativo, insieme a tutta la famiglia: in un'intervista del luglio 2020, è stato confermato che Industrial Media stava producendo ad un vero e proprio reality show della famiglia D'Amelio, già firmataria ad inizio anno di un accordo con la potente agenzia di Hollywood UTA (che ha avuto tra i propri talenti star mondiali del calibro di Harrison Ford, Charlize Theron e molti altri dal pedigree molto simile). Si prospetta insomma all'orizzonte il prossimo grande impero mediatico-familiare dopo quello delle Kardashian (Kim che, peraltro, su Instagram ha 'appena' 192 mln, non molti a suo confronto, se si considera che ha pure 24 anni in più). E si prospetta all'orizzonte una nuova piattaforma simil TikTok, che si chiama Triller, che mira ad un pubblico più adulto e che ha firmato un accordo con la creator proprio per portarla (anche) con sé.

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