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Martedì, 30 Novembre 2021
Nuova vita

Chiara Giordano, dopo Raoul Bova l’amore per il giovane fidanzato: "La differenza di età non si sente"

La 48enne si racconta alla vigilia del suo nuovo impegno televisivo

Chiara Giordano ha inaugurato un nuovo capitolo della sua vita, professionale e sentimentale, grazie ad una nuova esperienza lavorativa che le ha permesso di rispolverare la sua laurea in veterinaria e ad un nuovo amore che ha messo la parola fine all’ombra dello status di ex moglie di Raoul Bova. Il prossimo 3 novembre debutta su Tim Vision nel camice della Dottoressa Giordy alle prese con animali bisognosi delle sue cure e, con l’occasione di questa imminente avventura professionale, Giordano si è raccontata in un’intervista che ha ripercorso gli ultimi anni della sua vita segnata anche e soprattutto dal dolore per la fine del suo matrimonio con l’attore, padre dei suoi due figli.

“A lungo, sono stata concentrata a essere la moglie perfetta, la mamma perfetta, poi, capisci che fare tutto giusto è l’errore peggiore e che devi ascoltare la tua natura” ha spiegato al Corriere parlando del suo cambiamento avvenuto negli ultimi tempi: “È stata la cosa più bella della mia vita, ma è stato un viaggio di dolore. È iniziato con una botta enorme, con la fine del matrimonio. Mi sono rinchiusa in me stessa e mi sono data un tempo per guarire. Mi avevano insegnato a eseguire, obbedire, pensare prima agli altri, ma quando ti arrivano le botte, dici: sapete che c’è… ora mi ascolto io. Da piccola, volevo ballare, facevo danza classica. Allora, mi sono iscritta a un corso di ballo, una cosa mai pensata, perché magari non stava bene che ballassi”.

L’incontro con il fidanzato Andrea Evangelista

E proprio nel mondo della danza Chiara Giordano ha riscoperto l’amore. Decisivo l’incontro con il ballerino e coreografo Andrea Evangelista. “L’ho conosciuto nel mondo delle gare di ballo. Ci sono persone che ti stanno simpatiche a prima vista. Io, in effetti, avevo avuto uomini poco solari. Fa parte del fatto che, quando sei giovane, pensi di poter sistemare tutto tu. Ora, voglio un uomo sorridente, allegro e felice come me. All’inizio, non è successo nulla, non ero pronta. Ci siamo rivisti l’anno scorso, quando giravo Giordy ed ero aperta al mondo, perché avevo trovato anche la mia strada professionale. Rivederlo è stato proprio bello”.

Il suo compagno ha quindici anni in meno di lei, ma è un dettaglio che non crea alcun problema: “Non sapevo quanti anni avesse, perché quando balli, comunichi con altro: sono energie che si incontrano. E la differenza di età è un peso se c’è differenza di esperienze, ma se io parlo e tu mi capisci, non si sente”.

Il rapporto con il figli e con la madre

I figli nati dal matrimonio con Raoul Bova adesso sono grandi e studiano fuori Roma: “Viviamo lontani, ma siamo più connessi di prima. Facciamo tante videochiamate, ci sono più “ti voglio bene” e “mi manchi” di prima” ha detto di loro a cui non ha mai nascosto la sofferenza per la separazione dal padre: “Ho capito che non bisogna aver paura di farli soffrire: se fai finta che tutto vada bene, non imparano niente. Se invece ti vedono cadere, rialzarti, troveranno la chiave per rialzarsi anche loro. Mi hanno vista arrabbiarmi, mi hanno vista trattenermi. Piangere meno, sono stata pudica nella sofferenza, ma li ho stracoinvolti sulla rinascita, nelle gare di ballo, nella lettura dei copioni di Giordy”.

Quanto alla mamma, l’avvocata Annamaria Berbardini de Pace, “abbiamo un rapporto meraviglioso” ha confidato: “È una potenza, un vulcano, però è stato giusto staccarsi e riunirsi nelle proprie diversità. All’inizio, non comprendeva questa cosa del ballo. Diceva: sei pazza, ma cosa fai, ma perché? M’incitava a lasciare Roma e tornare a vivere a Milano e a rispondere agli attacchi esterni. Io, invece, ballavo come una pazza. Quando ho vinto la prima gara di ballo, mi ha detto: scusa per tutte le volte che non ti ho capita”.

La sofferenza è durata un bel po’, ma ora è decisamente parte del passato: “Grazie a una brava psicologa, ho lasciato andare la rabbia in fretta. Il dolore è durato sei, sette anni. Ho letto tanto, anche sulle favole: mi hanno fatto capire che c’è sempre qualcosa di bello che ti aspetta, se te lo crei. Io ho dato spazio alle mie passioni, agli animali con il lavoro, e al ballo nella vita: con quello non smetterò finché non mi cascano le caviglie”.

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