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Sabato, 18 Maggio 2024
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Clarissa Burt: "Mio padre avrebbe ucciso mia madre, scappammo di notte"

Un'infanzia segnata dalle violenze domestiche e dalla paura. L'attrice ne parla ancora oggi con dolore

(Nel video Clarissa Burt a Verissimo)

Un passato avvolto dal buio della violenza vissuta in casa, per mano dell'uomo che più di tutti avrebbe douto proteggerla. Clarissa Burt, 63 anni, ha raccontato a Silvia Toffanin della sua infanzia segnata dagli abusi e dalla paura. "Sono cresciuta a Philadelphia in una casa molto cattolica, molto irlandese e molto violenta. Mio padre beveva parecchio" ha rivelato a Verissimo.

I suoi ricordi sono ancora oggi pieni di dolore: "Vedevo lui sempre arrabbiato e la mamma sempre infelice. Aveva 18 anni quando sono nata e ha sopportato per più di vent'anni questo matrimonio tossico. Che dolore vederla giovanissima, con tre figli, abusata da questo mostro". Le violenze sono iniziate ancora prima che lei nascesse: "Mamma era incinta di me e lui la picchiava. Non c'era solo la violenza fisica - ha raccontato ancora - ma anche quella verbale. Nel 1958 c'erano pochi posti in cui le donne potevano rifugiarsi quando c'erano episodi di violenza e quindi mio nonno, a mia madre, ha detto che doveva restare con mio padre essendo rimasta incinta fuori dal matrimonio. Ad un certo punto decidiamo di scappare". 

La fuga è avvenuta una notte, approfittando dell'assenza del padre che quella sera era uscito con amici: "Sono andata da mamma e le ho detto: 'Tu sai benissimo che lui sta aspettando che io parta e vada all'università per ammazzarti'. Lei ha detto: 'Sì, lo so'. Quando ho sentito questo ho dovuto dire stop. Papà è salito, era troppo ubriaco. Si addormentò, iniziò a russare, mamma venne a prendere me, siamo andati a prendere mia sorella, ci siamo messi in macchina e siamo andate via". 

La morte del fratello e l'incontro con il padre

Da allora Clarissa Burt non ha più avuto alcun rapporto con suo padre. Lo ha rivisto 42 anni dopo - due anni fa - al funerale di suo fratello, morto per un tumore. "L'ho perdonato perché non sono una che porta rancore ma non l'ho salutato perché è una persona tossica" ha concluso senza nascondere la tristezza. 

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