Martedì, 2 Marzo 2021

Morte Davide Astori, Francesca Fioretti: "Sono stata in silenzio per anni sul processo, ma ora è il momento della verità"

Secondo quanto riportato dalla stampa, la patologia del calciatore era difficilmente intercettabile e dunque la morte non evitabile. Ma la storica compagna ribatte: "Interpretazione parziale e provvisoria della perizia, sbagliato divulgarla"

Francesca Fioretti e Davide Astori in una vecchia foto

"In questi anni ho sempre voluto evitare dichiarazioni pubbliche sulla morte di Davide e sul processo in corso. Ho sempre confidato che l’onesta? e la pulizia che Davide ha dimostrato fuori e dentro il campo avrebbero portato a risposte altrettanto oneste e pulite. E? ancora cosi?, ho ancora fiducia che accada. Leggo in queste ore notizie che non sarebbero dovute essere divulgate". Comincia così il lungo post pubblicato su Instagram da Francesca Fioretti, storica compagna di Davide Astori, scomparso nel sonno due anni e mezzo fa all'età di 31 anni, all'indomani della diffusione sulla stampa delle notizie relative al processo in corso. 

Francesca Fioretti: "L’idea che la morte di Davide potesse essere evitata aumenta persino il dolore". 

Fioretti definisce "parziali" le conclusioni riportate dalle agenzie di stampa, secondo cui la morte del giovane calciatore della Fiorentina non poteva essere evitata, dal momento che le anomalie emerse durante la prova da sforzo potevano sì essere approfondite con l'holter cardiaco, ma anche in quel caso, la patologia che affliggeva il campione sarebbe stata difficilmente intercettabile e la morte non evitata. "Resto stupita da questo passo cosi? avventato  - prosegue Francesca - dal fatto che venga fornita un’interpretazione parziale e contraddittoria di una perizia medica che rappresenta a ogni modo solo una di quelle di cui dispone la magistratura. Il processo in corso serve ad arrivare a una verita?, che non sara? consolatoria in ogni caso: l’idea che la morte di Davide potesse essere evitata aumenta persino il dolore". 

"Ma - continua - se esisteva anche la piu? piccola possibilita? che avesse a disposizione un minuto in piu?, un’ora in piu? o la sua vita intera, io credo che quella possibilita? dovesse essere esplorata, che lui meritasse di averla e che tutto cio? che l’ha ostacolata debba in caso venire alla luce. Per lui e per evitare che succeda di nuovo".

Infine la donna, mamma della figlia Vittoria, 5 anni, annuncia che sarà presente alla prossima udienza del processo: "Nutrivo molti dubbi sull’essere presente di persona alla prossima udienza, ora sento di dover essere li?, a dimostrare simbolicamente, con forza e senza rancore, che e? solo in quell’aula che la verita? potra? essere accertata, accettata e condivisa. Il passato e il futuro ci chiedono di essere coraggiosi". 

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Il punto delle indagini sulla morte di Davide Astori

La stampa ha riportato ieri le conclusioni a cui sarebbero giunti il medico legale Gianluca Bruno e il professor Fiorenzo Gaita, cardiologo, a cui il giudice del Tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti ha affidato la perizia sulle cause della morte dell'ex capitano della Fiorentina, trovato senza vita il 4 marzo del 2018 nella sua camera di albergo a Udine, dove era in ritiro con la squadra prima della gara con l'Udinese.

L'esito della perizia sarà discusso giovedì 4 febbraio, ma le conclusioni sembrerebbero favorevoli all'unico imputato Giorgio Galanti, ex direttore della medicina sportiva di Careggi, accusato di omicidio colposo e che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. La Procura di Firenze, che a sua volta si è avvalsa della consulenza del professor Domenico Corrado di Padova, contesta a Galanti il rilascio di due diversi certificati di idoneità, a luglio 2016 e a luglio 2017: documenti che sarebbero stati emessi anche se nelle prove da sforzo erano state rilevate delle aritmie, tali da dover suggerire l'applicazione di un holter. Secondo due periti del tribunale, l'applicazione dell'holter poteva essere indicata, ma non avrebbe comunque garantito, vista la variabilità delle aritmie, una corretta diagnosi della cardiomiopatia aritmogena biventricolare, risultata fatale all'ex capitano della Fiorentina.

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