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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Fedez scaricato (persino) dalla Curva Sud del Milan: "Non associateci a lui"

Sui social la nota della tifoseria rossonera sul caso del pestaggio a Cristiano Iovino

I tifosi del Milan prendono le distanze da Fedez. E lo fanno in modo netto, con un comunicato pubblicato sui social dopo il caos suscitato dal fatto di cronaca che vede Federico Lucia, in arte Fedez, indagato per rissa e lesioni ai danni di Cristiano Iovino, personal trainer molto popolare tra i vip. Stando alla ricostruzione, il rapper sarebbe stato presente durante il pestaggio compiuto da alcuni membri della Curva Sud. Ogi è la stessa Curva Sud a dissociarsi dall'accaduto e dallo stesso Fedez con cui - si legge - "non ha alcun tipo di legame".

"Ormai da giorni assistiamo a un tam-tam mediatico relativo alle vicende private del cantante Fedez. Trattandosi di un personaggio molto popolare la cosa può non stupire, ma ciò che invece profondamente ci indigna è la diffusione di notizie totalmente non veritiere, le quali accostano il nome della Curva Sud al cospetto appunto del signor Federico Lucia", si legge nel post. E ancora: "Dobbiamo ribadire una volta per tutte che la Curva, intesa come gruppo di persone che da sempre segue il Milan in ogni stadio per sostenere i colori rossoneri, non abbia alcun tipo di legame con Fedez, né riguardo vicende professionali, né tantomeno riguardo vicende private". Infine: "Basta fango" si legge a corredo del post. 

Cosa si contesta a Fedez

Fedez sarebbe iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con l'accusa di rissa, lesioni e percosse in concorso per il caso che riguarda il personal trainer romano Cristiano Iovino, picchiato nella notte tra il 21 e il 22 aprile scorso davanti al suo appartamento milanese, dopo una lite scoppiata nella discoteca The Club. Il suo, a quanto risulterebbe, è l'unico nome iscritto al momento, anche se altre persone lo saranno nei prossimi giorni, perché alcune già identificate.

Fedez, domenica 12 maggio, ha negato di essere stato presente davanti a casa di Iovino, dove è avvenuto il pestaggio (non denunciato dal 37enne), ma sia le testimonianze che le immagini delle telecamere confermerebbero la sua presenza. E in mancanza di una querela formale da parte dell'aggredito, i carabinieri hanno deciso di procedere d'ufficio contro il cantante. Andrà dimostrata adesso l'eventuale presenza del rapper durante l'aggressione e stabilite le ragioni di una spedizione punitiva che rimane, al momento, ancora avvolta dal mistero. L'occhio degli inquirenti sembrano al momento indirizzarsi verso il mondo degli ultras milanisti. 
 

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