Domenica, 11 Aprile 2021

Francesca Barra racconta i mesi dopo l’aborto: “Una pancia vuota non è solo una pancia vuota”

Su Instagram il lungo post della giornalista che a maggio scorso ha perso il figlio che aspettava dal marito Claudio Santamaria

Francesca Barra (Instagram)

Sono trascorsi tre mesi da quando una schermata nera pubblicata su Instagram da Francesca Barra annunciava la perdita del figlio che aspettava dal marito Claudio Santamaria. Un dolore immenso per la giornalista che adesso ha voluto raccontare in un lungo post dove il periodo successivo al dramma dell’aborto e un messaggio a tutte le donne, spronate ad accettarsi senza filtri e artifizi e a circondarsi di “persone con l’anima bella”, sono stati i delicati argomenti affrontati.

Francesca Barra racconta il dramma dell’aborto

“Sono stati mesi duri all’inverosimile. Mesi di attese, di esami, di controlli medici, di dolori e gioie strozzate in un lutto senza fine. In questo tempo il mio corpo ha subito diverse ferite, non ultimo un cambio ormonale e una reazione alle cure che mi hanno molto piegata”: esordisce così Francesca Barra nel post su Instagram che ha ripercorso il personalissimo dramma: “Dopo la perdita del bambino avevo bisogno di riprendermi psicologicamente e non ero pronta ad occuparmi dello specchio e della bilancia. Non avrei mai riconosciuto questa me stessa e non mi sarei perdonata perché niente coincideva con la percezione che avevo di me. Che non vuol dire ‘magrezza’, sia chiaro”.

“Tutto era cambiato dentro e fuori: capelli, unghie, pancia, dolori alla schiena, emotività. Un bambino non nato, non è entità. Ma un bambino che è cresciuto con te, che hai visto muoversi, respirare, a cui hai visto il cuore battere. E una pancia vuota, non è solo una pancia vuota. Ma è la tua pancia senza di lui”, prosegue Barra: “Nel frattempo poi siamo sopravvissuti senza tata per 4 mesi, come fanno tanti genitori che hanno tutta la mia solidarietà, con i bimbi che devi preservare dalla tristezza, anzi! E che hanno diverse esigenze: orari differenti, attività da una parte all’altra della città. Abbiamo trasformato il nostro problema in un’opportunità per misurarci con una nuova sfida. Dura eh, spero irripetibile. Con il libro da finire, il lavoro da organizzare, i lavori in casa da seguire”.

“Non seppellirò mai questa fase di vita”

La giornalista ha poi rimarcato il dolore di un’esperienza tanto forte e indelebile, dando un consiglio a tutte le donne: “Non seppellirò mai questa fase di vita, ma camminerò a testa alta sapendo che la forza che abbiamo noi donne è infinitamente più grande dei ritocchi e della superficialità che vogliono imporre. Forza amiche mie #atestaalta come dice Sara Ventura quando mi allena e mi sorride, sapendo che ogni piegamento racconta una mia ferita e la voglia di ricominciare”.

“È arrivato il momento di ribellarsi e dire la verità. Basta immagini artefatte, opere chirurgiche che deformano perché alla ricerca di ideali finti. Basta spot con bibitoni miracolosi, Photoshop, chirurgia sulle ragazze così giovani!”, è il monito di Francesca Barra per tutte le donne: “Per essere in forma ci vuole pazienza, impegno, serenità e sforzo. Le scorciatoie, da sole, non funzionano. E poi circondatevi di persone con l’anima bella”.

Sono stati mesi duri all’inverosimile. Mesi di attese, di esami, di controlli medici, di dolori e gioie strozzate in un lutto senza fine. In questo tempo il mio corpo ha subito diverse ferite, non ultimo un cambio ormonale e una reazione alle cure che mi hanno molto piegata. Dopo la perdita del bambino avevo bisogno di riprendermi psicologicamente e non ero pronta ad occuparmi dello specchio e della bilancia. Non avrei mai riconosciuto questa me stessa e non mi sarei perdonata perché niente coincideva con la percezione che avevo di me. Che non vuol dire “magrezza”, sia chiaro. Tutto era cambiato dentro e fuori: capelli, unghie, pancia, dolori alla schiena, emotività. Un bambino non nato, non è entità. Ma un bambino che è cresciuto con te, che hai visto muoversi, respirare, a cui hai visto il cuore battere. E una pancia vuota, non è solo una pancia vuota. Ma è la tua pancia senza di lui. Nel frattempo poi siamo sopravvissuti senza tata per 4 mesi, come fanno tanti genitori che hanno tutta la mia solidarietà, con i bimbi che devi preservare dalla tristezza, anzi! E che hanno diverse esigenze: orari differenti, attività da una parte all’altra della città. Abbiamo trasformato il nostro problema in un’opportunità per misurarci con una nuova sfida. Dura eh, spero irripetibile. Con il libro da finire, il lavoro da organizzare, i lavori in casa da seguire. Non seppellirò mai questa fase di vita, ma camminerò a testa alta sapendo che la forza che abbiamo noi donne è infinitamente più grande dei ritocchi e della superficialità che vogliono imporre. Forza amiche mie #atestaalta come dice @sara.ventura quando mi allena e mi sorride, sapendo che ogni piegamento racconta una mia ferita e la voglia di ricominciare. È arrivato il momento di ribellarsi e dire la verità. Basta immagini artefatte, opere chirurgiche che deformano perché alla ricerca di ideali finti. Basta spot con bibitoni miracolosi, Photoshop, chirurgia sulle ragazze così giovani! Per essere in forma ci vuole pazienza, impegno, serenità e sforzo. Le scorciatoie, da sole, non funzionano. E poi circondatevi di persone con l’anima bella.

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