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Lunedì, 29 Novembre 2021
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La moglie di Francesco Facchinetti rompe il silenzio sull'aggressione

Wilma Faissol era con lui a Roma, sabato sera, quando è stato picchiato da Conor McGregor

Francesco Facchinetti, aggredito sabato notte in un noto hotel di Roma da Conor McGregor, sta aspettando le registrazioni delle telecamere di sicurezza per dimostrare quanto affermato fin dall'inizio, ovvero che il campione di Mma lo ha picchiato senza motivo. Oltre alle sue dichiarazioni ci sono anche le testimonianze della moglie Wilma Faissol e di Benji Mascolo, che erano con lui quella sera alla festa, ma sui social non sono in pochi ad insinuare dubbi sulla dinamica dell'accaduto.

Mentre il manager dello spettacolo continua a difendersi, la compagna - madre dei suoi due figli, Leone e Liv - tuona sui social: "Alcuni uomini, ma tante donne, hanno chiesto: 'Ma cosa siete andati a fare lì? Te la sei cercata'. E' come la proverbiale minigonna. 'Ma non sapevi che lui è così?'. No, sinceramente sapevo solo che è stato un lottatore e pensavo abitasse a Dubai. Io non sono obbligata a sapere lo storico comportamentale di chiunque incontri. Non sono obbligata a fare il resoconto della delinquenza di chiunque io conosca. Sapete di chi è questo obbligo? Dello Stato. Del sistema". Da qui l'attacco: "Se una persona è violenta, recidiva, ha uno storico di aggressioni, è obbligo del sistema proteggere i cittadini. Io devo fidarmi del sistema, altrimenti non vivo. Cosa faccio? Chiedo il codice fiscale e faccio una googlata al volo? - scrive provocatoriamente - Entro nel database per cercare una potenziale fedina penale? Non sono io che devo ricercare e valutare se è pericoloso o meno incontrare un lottatore, è il sistema che deve impedire a persone di un certo tipo di circolare liberamente. Se io sono obbligata a fidarmi del sistema, allora il sistema è obbligato a tutelarmi".

La stoccata a Conor McGregor

Nel lungo post, Wilma Faissol risponde a chi minimizza la vicenda: "I commenti del tipo 'Non si è fatto niente, è solo un taglio, mica è morto' sono stati fatti soprattutto dagli uomini. Siete della stessa specie di quella donna che ha detto su Willy (Monteiro, il ragazzo ucciso di botte un anno fa a Colleferro, ndr) 'Manco fosse la regina'. Non esiste una gerarchia di violenza accettabile. Persone che minimizzano o screditano un atto di violenza, devono essere sorvegliate. Sono potenzialmente pericolose". E ancora sul lottatore irlandese, assente dai social dopo l'aggressione, ha detto: "Se Conor McGregor fosse un comune mortale in cassa integrazione, sarebbe libero di circolare per le nostre strade? Se Conor McGregor avesse fatto 'solo un taglio' ad una donna, sarebbe in carcere? Perché questo double standard? Perché comportarsi da troglodita va bene tra maschi, ma non tra maschio e femmina? Nessuna forma di violenza è accettabile. Va bene fare 'solo un taglio' ad un cane? Va bene bruciare soltanto mezza foresta? Quale è il limite di quanta violenza e abuso siamo costretti ad accettare? La risposta è zero. Tolleranza zero". Infine Wilma lancia un appello anche a chi è dalla loro parte, chiedendogli però di fermarsi con i messaggi d'odio: "Non bisogna combattere, bisogna educare. L'educazione è il mioglior modo per il rilancio sociale ed economico. Per i soggetti violenti, la prossima volta che avete voglia di stendere qualcuno, stendeteli con le parole - conclude - E' molto più efficace e fate bella figura. Il pugno può essere pericoloso, ma il veleno di una penna è mortale".

La "versione" di Alessia Marcuzzi sull'aggressione all'ex Francesco Facchinetti

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