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Martedì, 21 Maggio 2024
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Françoise Hardy lotta contro il cancro: “Ho creduto fosse la fine”

La celebre artista francese da 10 anni colpita da un linfoma è stata ricoverata in ospedale a causa di una caduta che le è costata giorni di coma e una volta risvegliatasi ha rilasciato un'intervista in cui afferma di essere realista e di aver anche sperato di morire nel sonno

Negli anni sessanta il nome di Françoise Hardy echeggiava nel tumulto del disagio generazionale come simbolo del momento di grande cambiamento che il mondo si apprestava a vivere e il singolo 'Tous les garçons et les filles' che nel 1962 svettò in testa a tutte le classifiche dei Paesi europei e d'Oltreoceano hanno decretato il successo di un'artista sempre molto apprezzata da pubblico e critica.

La cantante legò il suo nome anche all'Italia grazie ad alcune collaborazioni e ad adattamenti di successi nostrani, partecipò al Festival di Sanremo del 1966 in coppia con Edoardo Vianello e rifece ‘Il ragazzo della via Gluck' di Adriano Celentano, diventata per l'occasione ‘La maison ou j'ai grandi' (‘La casa in cui sono cresciuta', ndr)

Musa e ispirazione per tantissimi artisti, la Hardy lotta con un cancro da dieci anni e nelle scorse settimane una caduta l'ha costretta ad un ricovero che ha fatto perdere le sue tracce per qualche giorno al punto tale da indurre qualcuno a pensare al peggio, finché la tv francese RTL non l'ha raggiunta in ospedale per intervistarla. 

Sono stati momenti molto difficili per la cantante, come ha ammesso lei stessa:

Quando mi sono svegliata dopo tre settimane di incoscienza di cui otto di come, mi sono detta: ‘Ho fatto vivere un momento terribile a mio figlio'. A un certo punto, infatti, i dottori hanno informato mio figlio Thomas (il musicista Thomas Dutroc, ndr) che era finita e sarebbe stato bene informare il padre di accorrere immediatamente. Ho pensato che per lui debba essere stata una cosa orribile.

Alla cantante nel 2004 è stato diagnosticato un linfoma e da allora ha subito cominciato una chemioterapia andata avanti per qualche anno, ma fortemente debilitante per la sua salute:

Pregavo tanto, mi dicevo che se questa doveva essere la mia volta, bene, non sapevo a chi rivolgermi. Non a Dio perché di sicuro aveva altro a cui pensare, ma alle sue entità invisibili che possono aiutarci se ci rivolgiamo a loro. Gli ho chiesto di morire nel sonno. Ed è quello che è quasi avvenuto.

Attorno a lei alcuni dottori hanno pensato che fosse il momento di lasciarla andare in pace, molti sono stati anche coloro che hanno pensato di proseguire con le cure, incontrando lo scetticismo della stessa artista che così ha spiegato il suo 'realismo': 

Molte delle persone che mi sono vicine pensano che sono negativa e pessimista ed in parte è vero, ma preferisco chiamarlo realismo. Al punto in cui sono, so che c'è una chance che la chemio funzioni, ma c'è la stessa probabilità che ciò non succeda.

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