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Venerdì, 28 Gennaio 2022
confessioni

Paolo Calissano, le dichiarazioni choc del fratello: "Non si è ucciso, turbato dai produttori"

L'attore è stato trovato senza vita nel suo appartamento in zona Balduina, a Roma, dalla sua ex fidanzata, Fabiola Palese

Ad una settimana dalla morte di Paolo Calissano, adesso a parlare per la prima volta è il fratello dell'attore, che esclude in maniera assoluta l'ipotesi del suicidio e ripercorre gli ultimi giorni, mesi, anni di di vita dell'artista, alle prese con un periodo di alternanza tra la luce di nuove idee professionali e il buio dei mancati riconoscimenti al suo lavoro.

Una scomparsa improvvisa, quella di Paolo, trovato senza vita il 30 dicembre scorso nel suo appartamento in zona Balduina, a Roma, dalla sua ex fidanzata, Fabiola Palese, cugina della nota showgirl Stefania Orlando. "Mio fratello non si è ucciso, ne sono sicuro. Stava male ma è un gesto che non avrebbe mai fatto", dice Roberto Calissano al magazine Oggi, nel numero in edicola questa settimana. "Sono convinto che abbia fatto pasticci con gli psicofarmaci. Era molto depresso ma aveva dei progetti. Ha lottato tanto per rialzarsi, non doveva finire così", si rammarica. 

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"Pativa il Natale, viveva nell'attesa che finissero"

Lui stesso, Roberto, nel giorno della vigilia di Natale, ha provato a chiamarlo ma senza riuscire a parlarci. "Come tutte le persone sofferenti pativa molto le feste e credo volesse stordirsi per attendere che finissero. Nostro zio lo aveva invitato a pranzo a Natale ma lui aveva declinato", racconta ancora Roberto Calissano.

"Turbato dall'indifferenza dei produttori"

"Mio fratello era un sognatore e un creativo. Da quando aveva capito che non lo volevano più come attore si era messo a lavorare come autore e sceneggiatore e ha scritto soggetti e copioni davvero molto belli. Era caduto in questo periodo nero dopo l’indifferenza mostrata dai produttori verso il suo lavoro da autore: era molto turbato dal non riuscire a riprendere in mano la situazione professionale".

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"In casa c'erano troppi medicinali". A che punto è l'indagine

Infine Roberto ragiona sulle circostanze della morte di Paolo: "Non so se fosse seguito da un medico ma in casa c’erano troppi medicinali. La Procura indaga per omicidio colposo. Vorrei fosse chiarito chi glieli ha prescritti e chi glieli ha venduti". 

La Procura di Roma ha intato aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo. A condurre le indagini sono i carabinieri, coordinati dai pm della Capitale. L'autopsia è già stata disposta e affidata ai tecnici del policlinico Gemelli di Roma.

Secondo i primi accertamenti condotti dal medico legale, Calissano era morto da almeno due giorni quando i carabinieri e il personale del 118 sono intervenuti in casa sua poco dopo le 23 del 30 dicembre 2021. A richiedere l'intervento dei soccorritori era stata l'ex compagna dell’attore genovese, che non riusciva a mettersi in contatto con lui. Sul corpo nessun segno di violenza, l'abitazione era in ordine. L'ipotesi per il momento è che Calissano potrebbe essere morto per un possibile abuso di psicofarmaci, che secondo le prime informazioni sarebbe stati ritrovati in casa. Sarà l'autopsia a fare luce sulle effettive cause della morte dell’attore.

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