Martedì, 19 Ottobre 2021
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Ghali senza filtri: "Fino ad un anno fa dormivo in stanza con mamma. Mio padre in prigione"

Intervistato dalla rivista 'Sette', il rapper racconta la sua vita privata, dall'infanzia nella periferia milanese fino al successo musicale

Ghali si racconta a cuore aperto. 26 anni, figlio di immigrati tunisini, tra i rapper più acclamati del momento (tanto da aver collezionato una performance da super ospite al Festival di Sanremo 2020), l'artista milanese rivela alcuni aneddoti del proprio percorso professionale e privato. Dall'infanzia segnata dalla ricerca di integrazione fino al successo nel panorama discografico italiano. 

Ghali: "Fino all'anno scorso dormivo con mia madre, ora mi ama una grande figa" 

Ghali si confessa al settimanale 'Sette', edito dal Corriere della Sera, e sottolinea come la sua vita sia cambiata radicalmente nel giro di un anno. "Io e mia mamma abbiamo dormito nella stessa stanza, uno di fianco all’altra, fino allo scorso anno - confessa - Solo da quando ho comperato la casa abbiamo due stanze diverse: ma non c’era disagio in quella situazione, anzi, era molto intima. Eravamo due compagni di stanza felici, non ci disturbavamo se rientravamo tardi o uscivamo presto, siamo persone che non si lamentano per i rumori, per la musica o la televisione accesa”, ha spiegato. Oggi la situazione è completamente differente: "Ho i miei soldi, una squadra che lavora per me, mamma al mio fianco, una casa mia, una grandissima figa che mi ama e mi vuole bene anche se domani la mia carriera finisce. Io manco mi aspettavo di comperarmi una casa…".

Ghali e il padre in prigione

Ghali parla con enorme concretezza e poca retorica della sua infanzia. "Sono cresciuto nella periferia milanese da solo con mia madre, perché mio padre era in prigione - prosegue - E siccome lui non c’era, le regole in casa le stabiliva lei. Ce n’erano parecchie, era severa, ma nonostante questo non riuscivo ad andare bene a scuola: di questo mia madre soffriva molto". E, a proposito di integrazione, continua: "In casa siamo sempre stati fissati con la moda e mia madre ci teneva molto che io fossi sempre impeccabile: quando ero piccolo gli immigrati venivano visti in un certo modo, essere in ordine era una garanzia in più per essere integrati. Mi ricordo che mi cambiava anche più volte al giorno: la mia famiglia non aveva titoli di studio e la mentalità era quella del presentarsi bene, anche se i soldi in casa scarseggiavano".


Ma adesso la situazione si è ribaltata. Il rapper di origine tunisina è uno dei più apprezzati nel panorama discografico, tanto che recentemente ha anche svelato di aver chiesto a sua madre di smettere di lavorare per aiutarlo a gestire la sua carriera. "Far smettere di far lavorare i propri genitori e prendersene cura è il sogno di tutti, è una fortuna. Appena ho capito di avere la forza economica per poterlo fare ho detto basta: ha sempre lavorato troppo, qualche volta faceva anche quattro mestieri insieme. Ora bisognerà capire se è più difficile stare vicino a me o continuare con il lavoro che faceva prima!". 

“Mio padre non c’è, se n’è andato via, ha pensato a se, non è colpa mia”. Nonostante sia cosciente di essere benedetto certi incubi non ti abbandonano mai. Mi ero ripromesso di smettere di parlare di questi argomenti, perché è sempre meglio professare positività. Avrei voluto raccontare di quanto sia grato per tutto quello che mi è successo e continua a succedermi, ma certe cose non ti abbandono, al contrario delle persone. Forse è perché ho costruito tutto questo insieme a chi, come mio padre, per un qualche motivo ha deciso di abbandonarmi ed è stato impossibile soffocare il paragone. Forse anche io, come mio padre e chi è venuto dopo di lui, stavo abbandonando chi ha bisogno di me e non posso permettermelo. Forse questa benedizione mi è stata data data per un motivo. Forse sono qui per non far sentire soli chi vive situazioni simili tutti i giorni e trova nelle mie parole un conforto. Flashback è il modo migliore che ho per dimostrare che ci sono, che non me ne sono andato. Io ho “mia madre con me nella guerriglia” e solo Dio sa quanto le sono grato. Qualcuno pronto a tendere la mono c’è sempre. Voglio poter essere quel qualcuno per chi ne ha bisogno ???

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