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Sabato, 21 Maggio 2022
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Giorgia Soleri risponde agli haters: "Per colpa vostra rivivo traumi ogni giorno"

La modella e influencer è tornata a parlare della sua malattia e delle numerose offese che deve sopportare ogni giorno

Giorgia Soleri è un'influencer di successo, ma da alcuni mesi si è trovata al centro dell'interesse mediatico in quanto fidanzata di Damiano David, frontman dei Maneskin. Giorgia da anni soffre di vulvodinia, ne parla sui social ed è stata una delle prime a farlo, diventando così un punto di riferimento per tutte quelle donne, che come lei, ne sono affette. Ma i social hanno anche un altro lato della medaglia, quello dell'essere costantemente esposti alle critiche e alle offese gratuite.

I messaggi contro gli haters

Su Twitter Soleri si è sfogata nelle prime ore del mattino di oggi, non riusciva a dormire per colpa dei nuovi farmaci che sta assumendo. Ha raccontato di essere vittima da tempo di attacchi sui social da un gruppo di persone che la deridono e che minimizzano il suo dolore, colpendola lì dove sanno che farà male. 

Non avete idea di che cosa significhi rivivere 10 anni di trauma ogni giorno per colpa di un gruppo di persone (perché giustamente vedete solo ciò che è pubblico, non la merda che arriva in pvt) che han deciso di prenderti di mira colpendo i tuoi punti deboli.

Soleri ha poi specificato che non sono le critiche il problema: "Non si può piacere a tutti, questo lo so, e capisco anche la critica. ma qua siamo oltre: odio su odio, invalidazione di malattie, richiesta costante di dimostrare quanto e come sto male, giudizi su come reagisco...". 

Sono del 10 febbraio dei tweet di alcuni fan dei Maneskin che mettono in dubbio la sua malattia, di sicuro questo va ad aggiungersi al calderone, ma è poco probabile che siano le stesse persone che da 10 anni la vessano.

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Giorgia Soleri, la malattia e la lotta ai diritti

È una malattia debilitante e purtroppo nell'ultimo periodo i sintomi si sono aggravati, ha dovuto prendere dei nuovi medicinali ed è stata costretta a rimandare alcuni impegni di lavoro. La sua voce ha portato finalmente ad un piccolo passo in avanti, la testimonianza della sua vita "fatta di dolore cronico e ritardo diagnostico, tra vulvodinia, ipertono pelvico, endometriosi e adenomiosi" ha fatto sì che sempre più persone ne parlassero e così siamo arrivati ad una piccola svolta: la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni ha presentato la mozione - poi stata approvata - affinché la vulvodinia, la neuropatia del pudendo e la fibromialgia vengano inserite nell’elenco delle malattie croniche e invalidanti e che quindi vengano riconosciute nei ‘livelli essenziali di assistenza – LEA’.

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