Sabato, 23 Ottobre 2021
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Giovanni Ciacci: "La comunità gay si concentrasse sugli affidi invece che su altre cretinate"

Il noto costumista sostiene il Ddl Zan ed è in prima fila per i diritti Lgbt, ma guardandosi bene da quelle che definisce "carnevalate"

In prima fila per i diritti Lgbt, ma non ai Pride. Giovanni Ciacci non ci gira intorno: "Detesto tutti gli scimmiottamenti e le provocazioni inutili, figuriamoci quando si parla di diritti". Sulle pagine di Chi, il noto costumista e opinionista televisivo prende le distanze da manifestazioni che secondo lui ridicolizzerebbero tematiche importanti, come il Ddl Zan: "E' sacrosanto e proprio per questo non va ridicolizzato sul camion di un circo. Le carnevalate lasciamole a Rio de Janeiro".

Netto anche quando si parla di maternità surrogata: "Io non ho istinti paterni - spiega - La battaglia sul Gpa (gestazione per altri, ndr) non mi convince. Preferirei che venissero sbloccati affidi e adozioni: la comunità gay dovrebbe spingere in questa direzione, anziché concentrarsi su altre cretinate".

La lotta contro la bulimia

Nell'intervista Ciacci parla anche della sua battaglia contro la bulimia, che va avanti da oltre trent'anni. Da qualche tempo è seguito da una specialista e sta venendo fuori da quel tunnel: "In quasi 5 mesi ho perso oltre 25 chili. Ne devo perdere altrettanti. La strada è ancora lunga, lo so, ma sono fiducioso, anche perché mi sta seguendo una professionista come la dottoressa Evelina Flachi. Prima di iniziare questo percorso avevo il diabete alle stelle - spiega ancora - rischiavo la morte da un momento all'altro e avevo un colesterolo che, leggendo le analisi, mi avrebbe permesso di vivere al massimo altri sei anni. Con questo regime, invece, coadiuvato anche da tantissimo sport, non ho più nulla". Del periodo più buio ricorda: "Potevo mangiare sei pizze, tre scatole di biscotti, vaschette intere di gelato senza saziarmi mai. Non era fame fine a se stessa, non era gusto, era vera e propria rabbia. E, finita l'abbuffata, succedeva sempre la stessa cosa: vomitavo tutto. Ma l'incubo poteva ricominciare da un momento all'altro. Un inferno". 

Giovanni Ciacci ha perso 20 chili in in tre mesi: il coraggio di combattere la sua malattia

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