Domenica, 24 Ottobre 2021
il racconto su Instagram

Heather Parisi: “Emergenza a Hong Kong? Ecco qual è davvero la situazione”

Su Instagram il racconto della ballerina che da dieci anni vive nel territorio autonomo del sud-est della Cina

“Molti mi chiedono qual è la situazione a Hong Kong che non va confusa con la situazione in Cina dalla quale Hong Kong è divisa da un confine che attualmente è chiuso in entrata per chiunque non sia cittadino di Hong Kong”: esordisce così Heather Parisi nell’ultimo post Instagram pubblicato poco fa dal territorio autonomo nel sud-est della Cina, dove vive da dieci anni insieme al marito Umberto Maria Anzolin e ai loro due figli, Elizabeth e Dylan.

“Ammetto che faccio fatica a rispondere. C'è mai stata una vera emergenza a Hong Kong?”, chiede la ballerina prima di raccontare la situazione in un periodo segnato dalla crisi sanitaria dovuta al coronavirus: “Possiamo considerare un'emergenza o addirittura una pandemia, 5480 casi totali nell'arco di 11 mesi e 108 morti in tutto? Davvero questi numeri rappresentano un'emergenza per una città/stato con oltre 8 milioni di abitanti come Hong Kong? E anche volendo non credere ai numeri (anche se me ne sfugge la ragione, ma si sa si crede sempre ai propri numeri e mai a quelli degli altri), bisogna prendere atto che non c'è mai stata nessuna struttura ospedaliera in affanno e mai nessun assalto al pronto soccorso”.

“Ho letto qualcuno dire che questo è il risultato dei provvedimenti adottati e del senso civico. Ma i numeri sono rimasti pressoché gli stessi prima e dopo i provvedimenti”, si legge ancora nel post: “Negli ultimi giorni i casi di persone positive non hanno superato i 12. Ma ciononostante, i media e le autorità governative continuano a diffondere preoccupazione e allarmismo”.

Allarme terza ondata Hong Kong, parla Heather Parisi: "Qui città in ginocchio, non si cammina per mano in più di 2" 

Heather Parisi: "Ecco gli aeroporti di Hong Kong in tempi di coronavirus"

Lo scorso aprile Heather Parisi aveva raccontato la situazione negli aeroporti di Hong Kong ai tempi del coronavirus. "In tempi normali l’aeroporto di Hong Kong accoglie più di 200,000 passeggeri al giorno. Oggi, ai tempi del COVID-19, solo 400 passeggeri sono ammessi", spiegava, "È consentito l’arrivo solo di cittadini residenti a Hong Kong e non sono ammessi nemmeno i passeggeri in transito. All’arrivo si è accompagnati nel complesso dell’Asia Expo, quello destinato ai concerti e alle manifestazioni pubbliche. Qui viene effettuato il tampone e bisogna attendere l’esito financo a 12 ore. Se si è negativi, si può andare a casa con l’obbligo dei 14 giorni di quarantena al proprio domicilio, se si è positivi si è accompagnati all’ospedale". 

Il messaggio della ballerina era quello di non abbassare la guardia: "Sono stata presa in giro in passato per aver difeso l’uso della maschera che a Hong Kong abbiamo indossato su base volontaria, fin da subito. Credo che si sia dimostrata, assieme ad altri provvedimenti adottati dalle autorità di Hong Kong, una scelta determinante e non capirò mai perché in altri paesi ci sia stata tanta avversione". 

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