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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Incoronazione Carlo: cosa c'è dietro all'assenza di Meghan e perché Harry ci sarà (ma ben lontano da William)

I rapporti tra i membri della famiglia reale alla vigilia della storica cerimonia raccontati da Gilda Faleri, tra le più note royal watcher italiane che sarà a Londra nei prossimi giorni

Poche ore ancora e poi le telecamere di tutto il mondo registreranno una pagina epocale del Regno Unito. L'incoronazione di un re, del re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri quattordici reami del Commonwealth, non è certo la norma nella consuetudine di un presente che deve riprendere in mano i libri di storia per tornare al precedente datato 1953. 

Allora era una giovane Elisabetta II a essere proclamata sovrana e una sola tv, la Bbc, a riprendere per la prima volta la cerimonia di incoronazione di un sovrano. Oggi, 70 anni dopo, la situazione è tutta un'altra, per la rappresentazione mediatica che l'incoronazione di re Carlo III comporta, per i mezzi di comunicazione così drasticamente mutati, per il vissuto pubblico e privato del monarca che, con i suoi 74 anni, è il più anziano sovrano della storia britannica a salire sul trono. Con un passato costellato da eventi che oggi, alla vigilia del 6 maggio 2023, si fanno rievocare con il senno di un poi che li guarda a distanza, remoti, ma comunque perfettamente incastrati nel presente. 

Il matrimonio con Lady Diana, la relazione extraconiugale con Camilla, il divorzio, il secondo matrimonio  con la donna che oggi è al suo fianco come regina consorte, il rapporto con il figlio Harry incrinato negli ultimi tempi: con Gilda Faleri, tra le più note royal watcher italiane, che sarà a Londra in questi giorni abbiamo parlato anche di questi aspetti come tasselli di un quadro che tra qualche ora apparirà sui nostri schermi in tutta la sua grandiosità. 

Carlo è diventato re da subito dopo la morte della regina Elisabetta lo scorso 8 settembre. Adesso, a otto mesi di distanza, lui e la moglie Camilla saranno incoronati. 

"È un evento storico, anche per l'importante valenza religiosa che comporta, visto che il re è anche capo della Chiesa Anglicana. L'eccezionalità di Camilla incoronata con Carlo sta nel fatto che fino a pochi anni fa era certo che lei sarebbe stata solo principessa consorte. In seguito, anche per via della dichiarazione della regina Elisabetta, è diventata "regina consorte". Una volontà che, secondo me, in Elisabetta è stata dettata dalla consapevolezza che negli anni questa donna per il figlio era diventata una figura fondamentale anche dal punto di vista personale e psicologico. E sapendo quanto la sua volontà sarebbe stata accolta dal suo popolo su cui fino all'ultimo ha avuto grande ascendente, Elisabetta ha voluto in un certo senso spianarle la strada dimostrando che lei per prima accettava il suo ruolo di regina accanto al figlio. E va riconosciuto che Camilla, per quanto possa risultare simpatica o meno, negli ultimi anni si è impegnata molto a favore della monarchia istituzione".

Camilla sarà accanto a Carlo durante la cerimonia e indosserà tutte le insegne previste in questi casi. Corona in primis.

"Sì, ma ha scelto di indossare una corona rivisitata, già sfoggiata dalla regina Mary nel 1911 e modificata per l'occasione. Questo anche per un motivo di rispetto del contesto storico particolarmente delicato dal punto di vista economico".

Da "amante" a regina: cosa ci insegna la storia personale di Camilla? 

"A riguardo io ho due versioni. Da un lato, da ammiratrice di Lady Diana, penso alla vita della principessa e credo che "la ruota non gira sempre come vorremmo"... Da questo punto di vista, Camilla oggi è là dove non doveva essere. Da un altro lato, però, mettendomi dalla parte di Camilla, rifletto e penso che, alla fine, "chi la dura la vince". Riflettendoci questa donna ha avuto una tenacia incredibile: ha accettato qualsiasi tipo di insulto, da "sfasciafamiglie" a "arrivista", ma poi zitta zitta, a testa bassa, è arrivata ad essere regina consorte". 

Il ricordo di Diana, però, resta nelle generazioni che hanno memoria della sua vita raccontata giorno per giorno  attraverso tv e giornali dell'epoca fino alla drammatica fine.

"Sì, e io dai miei social noto che la maggioranza di utenti restano pro Diana. Ma sarà interessante chiedere agli inglesi cosa pensano nel vedere Camilla, così diametralmente diversa da Diana, accanto a Carlo oggi".

Capitolo Harry. Alla fine dopo tutto il trambusto è stato invitato, ha accettato, ci sarà, ma nell'abbazia di Westminster sarà seduto dieci file indietro rispetto alla famiglia reale. Cosa ci si può aspettare dall'arrivo a Londra e dall'incontro con il fratello e il padre, sbugiardati con tutti i mezzi possibili fino a qualche mese fa? 

"La certezza, a oggi, è che ci sarà: Harry sarà all'incoronazione del padre. Sul posto a sedere che effettivamente gli è stato assegnato nell'Abbazia di Westminster non c'è ufficialità. Sinceramente però non lo immagino certo seduto accanto al fratello...".

Con quale atteggiamento si presenterà in famiglia dopo tutto il clamore che le accuse sue e della moglie Meghan Markle hanno suscitato? 

"Con quello di un figlio. Per Carlo, nonostante tutto, resta sempre tale, un figlio, "il suo ragazzo", come usa chiamarlo, e alla sua incoronazione ha voluto sinceramente che fosse presente".

Ma non è che l'invito a Harry sia stato indotto più dalla formalità di avere la famiglia riunita in un giorno così importante che dalla autentica predisposizione alla riappacificazione?

"Non mi pare una questione di forma, una tattica per arginare il gossip su liti e rancori di cui tanto, alla fine, quel giorno si parlerà comunque. Uno sguardo, un gesto, la sola presenza di Harry sarà tema di discussione. E proprio perché consapevole che se ne sarebbe parlato comunque, penso che Carlo lo abbia voluto al suo fianco solo per amore paterno".

Un passo verso il perdono?

"Tra il perdonare e il fare un passo in avanti credo che ci sia ancora una bella strada da fare. Anche perché Harry vive negli Stati Uniti con la sua famiglia".

E a proposito di famiglia, Meghan non ci sarà, resterà negli Stati Uniti per il compleanno del figlio Archie che cade proprio il 6 maggio. Impegno improrogabile o una "tenera" scusa?

"Per me è una scusa. Come l'anno scorso è stato festeggiato il compleanno di Lilibet a Londra durante i festeggiamento del Giubileo della regina, così sarebbe potuto avvenire anche oggi. Secondo me Meghan ha deciso di non tornare a Londra perché sa di non essere amata e gradita dopo tutte le accuse che palesamene ha esternato nella docuserie. E poi, soprattutto, sa che non sarebbe potuta stare al centro dell'attenzione come prima donna. Magari avrebbe anche potuto prendere qualche fischio...".

Questa freddezza e ostilità non potrebbe essere rivolta anche a Harry in questa occasione? Alla fine accanto a Meghan c'era lui durante le discusse dichiarazioni e le interviste.

"Harry viene visto come un po' plagiato. Va ricordato che prima che Meghan entrasse nella sua vita Harry era il secondo membro della famiglia reale più amato dopo la regina... È sempre stato visto come un  ragazzo fragile che ha accusato duramente il colpo della morte della madre, che è inciampato diverse volte nella vita, ma che soprattutto ha sempre dimostrato di avere un gran cuore anche per l'impegno in vari progetti umanitari. Credo che gli inglesi a lui potrebbero dare una seconda possibilità".

Che succede dopo il 6 maggio quando anche questa formalità sarà sbrigata? Davvero Harry e famiglia continueranno a restare lontano almeno da un punto di vista pubblico?

Non credo che per il momento rivedremo Harry. In calendario c'è il "Trooping The Colour" che il prossimo 17 giugno celebrerà il compleanno ufficiale di re Carlo, gli eventi annuali della monarchia, ma secondo me dovremo aspettare ancora un po' prima che Harry torni a Londra. Magari si farà vedere accanto alla moglie in America, nell'ambito degli eventi relativi ai loro progetti e alle loro associazioni, ma certo non di nuovo a Londra. E questo anche per via dei rapporti con William che dalle sue dichiarazioni è quello che esce peggio descritto e che,  a differenza del fratello, non potrà replicare scrivendo un libro". 

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