Sabato, 6 Marzo 2021

Coronavirus, Iva Zanicchi: “Io ricoverata con mia sorella. Ora anche mio fratello è in ospedale, sta male”

La cantante ha ripercorso i giorni del ricovero all’ospedale di Vimercate in un'intervista a ‘Repubblica’

Iva Zanicchi

Iva Zanicchi è tornata a casa dopo il ricovero all’ospedale di Vimercate a causa del coronavirus. Adesso la cantante ha ancora un po’ di tosse, ma piano piano si sta riprendendo: “Questo virus è una brutta bestia” racconta oggi in un’intervista a Repubblica: “Non sono ancora in forma, ho avuto la polmonite bilaterale. Ci vorrà un po’ di tempo”.

L’artista ha ripercorso i giorni precedenti a quello che ha reso necessario rivolgersi al pronto soccorso, quando ha iniziato ad avvertire i primi sintomi: “Ero piena di dolori alle anche e alle articolazioni, ma ho pensato: ‘Teniamo duro, passerà’. Poi invece il virus è cambiato, mi è venuto un po’ di affanno, è iniziata la bronchite. Mi sono misurata la febbre, avevo 37.6. Ho chiamato il medico, mi ha detto: ‘Comincia a prendere l’antibiotico’. Non sarei andata al pronto soccorso se non fosse stato per Alessandro delle Iene, che ha insistito: “Iva, guarda che se non se non respiri bene devi andare all’ospedale”.

Coronavirus, Iva Zanicchi: “Mio fratello sta male”

Secondo Iva Zanicchi, il contagio è avvenuto in casa, a contatto con i famigliari: “C’erano i parenti, giravano i nipoti. Non c’è niente da fare, eravamo lì, tutti insieme”, ha affermato ricordando quei giorni trascorsi in ospedale nel letto accanto a quello della sorella, anche lei contagiata, e dove oggi c’è il fratello. “Ho passato nove giorni brutti. Sono stata nell’ospedale di Vimercate, che è nuovo, moderno, e vederlo fa bene al morale. Stanze con al massimo tre letti: io ero con mia sorella, siamo state ricoverate insieme. E ora anche mio fratello è lì, sta male”.

“Ho lottato, questo virus non ti molla”, ha aggiunto ancora la cantante, grata agli infermieri e ai medici per il loro lavoro: “Non sono eroi, sono professionisti. E sono angeli. Come fanno a lavorare con le soprascarpe, i grembiuloni, la visiera? Non possono andare in bagno a fare pipì, non possono bere. Ci rendiamo conto cosa significa lavorare in quelle condizioni? Ci vuole rispetto. Mi arrabbio quando sento dire che i pronto soccorso non sono intasati. Vorrei far vedere ai negazionisti cosa succede, la sofferenza nei reparti”.

Cosa sente di dire oggi? “Che non bisogna mai abbassare la guardia: le mascherine vanno usate sempre. Se no facciamo del male a noi stessi e agli altri”, ha affermato; quanto al Natale in arrivo per cui i medici raccomandano massima prudenza: “Il Natale è la mia festa, decoro la casa, se quest’anno devo farlo in ristrettezze, obbedirò”, ha promesso: “Atteniamoci alle regole e cerchiamo di dare un impulso all’economia perché la gente è alla fame, i negozi chiudono. Si spenderà solo per il cibo. Io dico: proteggiamoci e compriamo regali”.

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