Sabato, 24 Luglio 2021
Fenomeno

Khaby Lame spiega il segreto del suo successo

Il giovane di Chivasso si racconta, dall’arrivo in Italia fino alla decisione di girare i video che lo hanno portato poi a diventare l’italiano più seguito su Instagram, superando Chiara Ferragni

Khaby Lame è l'italiano più seguito su Instagram, davanti a Chiara Ferragni, e il terzo su TikTok. Un fenomeno social da milioni di follower, grazie a una serie di mini filmati "muti", nei quali il giovane di Chivasso riesce a comunicare universalmente senza parole ma con una mimica che ormai è diventata un vero e proprio "marchio di fabbrica".

"Il muto è un linguaggio universale, se vuoi comunicare con tutti non devi parlare", spiega Khaby Lame a Repubblica. Il 21enne è arrivato in Italia quando aveva appena un anno, dopo che il padre aveva trovato un lavoro nel nostro Paese e aveva voluto che la famiglia lo raggiungesse in aereo. La sua famiglia si è prima stabilita a Romano Canavese, poi in un complesso di case popolari a Chivasso, alla periferia di Torino. "Tutti pensano che le case popolari siano brutte, abitate da brutta gente, ma io ci sono stato benissimo", racconta. E il razzismo? "Mai visto, mai sentito, con me tutti sono sempre stati gentili, ci aiutavamo sempre fra di noi". Quanto agli hater, Khaby Lame risponde sorridendo: "Li adoro". Gli odiatori del web "mi seguono sempre, guardano ogni mio video cercando un errore per mettermi in difficoltà. Sì, voglio bene ai miei hater, sono i fan numero uno, come farei senza di loro". 

Khaby Lame: dalla scuola al lavoro in fabbrica, fino al successo social

A scuola Khaby ha problemi, è dislessico e discalculico, viene bocciato due volte. Dopo aver finito gli studi, fa mille lavoretti: "Cameriere, muratore, lavavetri, facevo di tutto pur di guadagnare". Viene assunto in una fabbrica, come operaio addetto ad una macchina a controllo numerico di filtri ad aria: "Anche se c'erano i numeri, quelli li capivo. Ma mi annoiavo, in fabbrica, io sono sempre stato un tipo allegro, solare, non era il posto per me".

Con la pandemia e il primo lockdown a marzo 2020, Khaby perde il lavoro. Da casa comincia a impegnarsi sempre di più nel fare dei video: "Avevo cominciato qualche tempo prima con i miei amici, facevamo dei video che mettevamo su YouTube, ma non li vedeva nessuno, tredici, quattordici visualizzazioni. Li vedevamo solo noi". Il successo arriva grazie a Tik Tok e al suo algoritmo, che lo premia e lo spinge sui telefonini di milioni di persone. Il ragazzo capisce subito che per riuscire a gestire questo successo ha bisogno di un manager. Ed è qui che entra in campo Alessandro Riggio, con un passato all'Actor Studio di New York e oggi agente di influencer famosi, che lo convince a studiare l'inglese e tratta con i giornalisti internazionali che vogliono intervistare il ragazzo di Chivasso. C'era Riggio al telefono con il ministero degli Esteri per cercare di avere un visto per gli Stati Uniti dove Khaby era stato invitato. Il visto poi gli è stato negato: "Ho solo il passaporto del Senegal". Khaby infatti non è ancora cittadino italiano. "Ma non mi serve un pezzo di carta per farmi dire che mi sento anche italiano. Senegalese e italiano", dice lui, che sta comunque cercando di averla per una questione di diritti: "E quando ce la farò sarò uno dei primi che cercherà di aiutare tutti quelli che sono nelle mia situazione". Per il momento "continuo a pensare a come far ridere le persone", mentre il suo sogno nel cassetto è "fare cinema, vorrei diventare un attore comico". Il segreto del suo successo? “La costanza. Non essermi arreso. Le persone a volte rinunciano a fare le cose che amano perché si fanno condizionare dal giudizio degli altri".

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