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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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Lando Buzzanca, il figlio denuncia il "medico personale" e rivela: "Papà ha perso lucidità e parla per lallazioni"

Le parole di Massimiliano Buzzanca dopo l'appello del dottor Fulvio Tomaselli che sui social aveva descritto l'attore 87enne come "ridotto all'ombra di se stesso"

Massimliano Buzzanca torna a parlare dopo il post Facebook con cui il dottor Fulvio Tomaselli ha raccontato del delicatissimo stato salute del padre Lando, da giorni ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo la caduta da una sedia a rotelle. L'attore 59enne lo fa con un'intervista al Corriere della sera dove annuncia la decisione di denunciare il medico alla procura e all'Ordine dei medici "perché esiste il diritto alla privacy per tutti e non è possibile che certa gente parli e sparli della salute di mio padre sui social".

Massimiliano ribadisce le sue perplessità sul fatto che Tomaselli sia il medico del padre: "Ho sempre accompagnato papà a tutte le visite, specie negli ultimi anni perché non volevo che guidasse. Tomaselli: mai visto né sentito. E in casa non ci sono sue ricette o sue fatture per le prestazioni sanitarie" spiega l'attore, assicurando che, contrariamente alle affermazioni del dottore, il padre non sia affatto lucido, anzi. "A papà è stata diagnosticata una demenza senile grave, uno stato che è partito dall’afasia. Papà c’è ancora, ma la sua testa non c’è più" dice: "E per questo ho dei sensi di colpa fortissimi: continuo a chiedermi se non avessi potuto accorgermi prima di quello che gli stava accadendo, se non avessi potuto fare di più. E il solo pensiero di essere accusato di fargli del male mi fa una grande rabbia... Anche perché è una persona e una personalità talmente immensa che non si può pensare che dietro ci sia un complotto e che passi inosservato. Il personale dell'Rsa, i medici del Gemelli, se avessero avuto un solo dubbio su eventuali maltrattamenti, per altro ai danni di un personaggio pubblico, ci avrebbero già denunciato ai carabinieri e avremmo i fucili puntati contro".

Lando Buzzanca, dalla caduta al ricovero in una Rsa

Ma perché Lando Buzzanca è stato ricoverato in una Rsa? Massimiliano spiega che la decisione è stata dell'amministratore di sostegno dopo la caduta in casa dell'attore e le dimissioni da sue strutture sanitarie. A causa di un grave incidente stradale capitato allo stesso Massimiliano, l'uomo è riuscito a rivedere il padre quando era già nella residenza, ma mai aveva avuto il sentore che lì non stesse bene: "Quando lo rividi effettivamente mi era apparso dimagrito e chiesi al personale della struttura, ma mi fu detto che era normale per un uomo della sua età e con le sue problematiche cardiache", aggiunge ancora. E sulla caduta avvenuta nella residenza sanitaria assistenziale: "Ho avuto modo di vedere come lavorano, quanto sono attenti e mi sono risposto che una distrazione può capitare a chiunque. Certo mi chiedo perché proprio a mio padre", dice: "Ma se io faccio causa alla struttura, rovino un lavoratore, perché verrà certamente licenziato, e io con i soldi che ottengo che me ne faccio? Una vacanza? Papà mi ha insegnato che chi lavora va sempre tutelato".

Lando Buzzanca oggi

Le condizioni di salute di Lando hanno iniziato a preoccupare la famiglia già nel 2016, quando aveva partecipato a Ballando con le stelle: "Già da allora lui girava con un bigliettino nella tasca in cui era scritto il suo nome, il cognome, l’indirizzo di casa e il mio numero di cellulare. Ma, da grande attore quale era, riusciva sempre a dissimulare. Poi dopo la caduta del 2021 è peggiorato: ha perso lucidità, ha cominciato a non riconoscere più nessuno, a parlare per lallazioni, proprio come i bambini".

Oggi l'attore 87enne resta ricoverato al Gemelli. In seguito è intenzione del figlio è quella di trasferirlo in una struttura riabilitativa e poi a casa "dove ci siamo trasferiti per stare con lui e dove stavamo già preparando la sua stanza per accoglierlo come in una camera di ospedale, con monitor, ossigeno e infermieri ad assisterlo", racconta Massimiliano: "Pagherei perché mi riconoscesse e mi chiamasse ancora una volta Massimiliano" conclude, "Cosa mi direbbe? Professionalmente mi farebbe i complimenti per il mio percorso. Personalmente mi pregherebbe: "Se mi vedi senza dignità, lasciami andare". 
 

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