Venerdì, 30 Luglio 2021
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Luciano Spinelli fa coming out: "Sì, sono gay. Ecco perché lo dico solo adesso"

Il racconto del 21enne di Monza, tra i creator italiani più seguiti su TikTok e doppiatore di uno dei personaggi del film Pixar ‘Luca’

Luciano Spinelli (Instgaram @spnlnv)

"Sì, sono gay": con un’affermazione che non poteva essere più chiara scritta a corredo di una sua foto, Luciano Spinelli ha fatto coming out. Il 21enne di Monza, tra i tiktoker più seguiti del momento con i suoi 8 milioni di follower e doppiatore di uno dei personaggi del film della Pixer ‘Luca’, ha raccontato il suo percorso con un video postato sui suoi canali social in cui ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita fin da quando era un bambino.

"Per molti era insolito vedere un bambino che per Natale voleva il dvd de La Sirenetta e un bambolotto, piuttosto che delle macchinine o una pistola giocattolo. E se per molti era bizzarro, lo era ancora di più la mia voglia di vestirmi da principessa per Carnevale", racconta nel filmato Spinelli che durante l’adolescenza ha nascosto le sue emozioni e i suoi sentimenti per paura di essere giudicato. E anche in seguito, rifugiatosi nei social dove man mano otteneva sempre più successo, inizialmente negava di essere gay a chi glielo chiedeva, finché un giorno non ha trovato la forza di rivelarsi anche grazie alla conoscenza di un ragazzo.

"A volte sentivo un estremo bisogno di gridare al mondo i miei sentimenti, altre volte sentivo di non volerlo fare. Non volevo darmi etichette, non volevo usare una cosa così importante solo per far parlare di me. Volevo essere Luciano e basta, farmi conoscere prima di tutto per quello che facevo" afferma: "Ho capito chi sono e ho imparato ad amarmi ed apprezzarmi, orgoglioso di me stesso. Non c’è niente di sbagliato. Sono gay, ma prima di tutto sono Luciano".

Luciano Spinelli è gay: "Quando l'ho detto ai miei"

Luciano Spinelli si dice consapevole che da questo momento la sua vita cambierà, ma è anche molto sereno dopo anni in cui non faceva che sentirsi "sbagliato".

"È il momento giusto. Sono anni che ci penso, e sento di essere arrivato a un punto in cui ho voglia di raccontare una parte di me che ancora non avevo raccontato per farmi conoscere ancora di più. Voglio dare un cambiamento, crescere, affrontare qualcos’altro", ha confidato in un’intervista a Vanity Fair parlando delle ragioni che lo hanno spinto a parlare solo adesso. "Avevo una parte di me che aveva una voglia esagerata di gridarlo al mondo, ma un’altra che mi frenava perché non volevo darmi etichette: non volevo farmi conoscere solo per il mio orientamento sessuale che, purtroppo, molti utilizzano solo per far parlare di sé, come se fosse un trend. Volevo farmi conoscere per la persona che ero: ho accettato questa cosa da anni, solo che pensavo di non essere abbastanza maturo per poterla raccontare, temevo di non trovare le parole e il modo giusto per farlo. Mi sono dato il mio tempo".

Il timore più grande di rivelare la propria omosessualità arrivava dalle possibili reazioni che avrebbero potuto avere gli altri, ma avere il supporto della propria famiglia è stato fondamentale: "Ai miei l’ho detto quando avevo 16 anni. Subito dopo, però, ho incontrato una ragazza che mi attraeva mentalmente e che mi ha fatto venire qualche dubbio: è stato divertente fare coming out e poi vivere questa specie di flirt", ha spiegato, aggiungendo come subito sia mamma che papà abbiano lo abbiano supportato con tanto amore. E ora? "Non so bene cosa aspettarmi, tranne che avrò tanto supporto perché le persone che mi seguono sono molto avanti e intelligenti”, ha concluso: “Spero di avere tante cose belle".

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