Martedì, 11 Maggio 2021
confessioni

Il doloroso ricordo di Mara Venier: "Quando mia mamma, all'improvviso, non mi riconobbe più"

La conduttrice racconta il dolore per la perdita della madre nel nuovo libro "Mamma, ti ricordi di me?" edito da Rai Libri

Mara Venier, 70 anni

«Buongiorno signora, come si chiama?», le chiede un giorno la madre e Mara Venier si sente travolta dal dolore. Inizia così il precipizio di una malattia infida, l’Alzheimer, «che mi ha portato via la mia mamma, Elsa, una donna piena d’amore, energia e passione. Lei era il mio rifugio sicuro», racconta la conduttrice per svelare le ragioni che l'hanno portata a scrivere il libro in "Mamma, ti ricordi di me?", edito RaiLibri, a cura di Sabina Donadio). 

La signora Elsa è morta nel 2015. «Non è un libro triste e non è solo su mia mamma: per farlo ho ritrovato la me stessa bambina, i miei figli da piccoli, Elisabetta e Paolo, e le persone importanti della mia vita. Chi lo legge capirà perché sono così come mi vedete in tv», spiega Mara nell'ultima intervista rilasciata al settimanale Oggi che si racconta già al lavoro come parrucchiera a soli 8 anni, incinta di Elisabetta a 17, sposa a 18 e poi indossatrice e, per un caso della vita, modella a Roma per Roberto Capucci. «Io e mamma avevamo un rapporto simbiotico e adoravo essere figlia, tornare a Mestre nella casa della mia infanzia e dormire nel mio lettino… Mia madre ha dato moltissimo amore anche ai miei figli e la sua malattia ci ha uniti, ci ha aiutati a superare vecchie ruggini: tutti e tre abbiamo sentito il profondo desiderio e il dovere di restituirle l’amore che ci ha regalato», confida la Venier a OGGI. Tanti gli aneddoti, le storie rocambolesche e i “miracoli”.

Mara Venier, un dolore mai superato: "Dopo la morte di mia madre non sono più tornata a Venezia" 

Nel giugno 2015 mamma Elsa si spegne e Mara scivola nella disperazione e nella depressione. «Sino al 2020 non sono riuscita a guardare le sue foto», dice. Il libro «è stato un percorso difficile»: iniziato nel 2016, abbandonato per quattro anni «e quando l’ho ripreso mi sono interrotta ancora. Mi devastava tornare a lei. Mi ha convinto soprattutto mio marito Nicola a finirlo: secondo lui poteva essere catartico scriverlo e in parte lo è stato».

Ad aiutarla a riprendersi anche «Iaio, il bimbo di mio figlio Paolo. Lo presi in braccio e sentii una scintilla dentro al cuore: mi invase la gioia e sentii tornare a galla la voglia di vivere».

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