Giovedì, 24 Giugno 2021
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Marco Carta pronto a diventare padre: "Mi piacerebbe adottare o ricorrere all’utero in affitto"

Presto il cantante sposerà il compagno Sirio Campedelli a cui è legato da sette anni

Marco Carta

Sono passati tredici anni dalla vittoria del talent Amici di Maria De Filippi che ha dato a Marco Carta successo e popolarità. Oggi il cantante è ben diverso dal timido 23enne di allora: la sua vita è stata ricca di tappe importanti, dal punto di vista professionale (come la vittoria al Festival di Sanremo nel 2009) ma anche personale, considerando la serenità segnata dal legame con il compagno Sirio Campedelli che presto sarà coronata con le nozze e magari anche con un figlio.

L’artista sardo, tornato in radio con il brano ‘Mala Suerte’, ha affrontato il tema in un’intervista a Vanity Fair durante la quale ha ripercorso la sua carriera e i momenti determinanti della sfera privata, primo tra tutti il coming out arrivato nel 2018. "La mia identità è sempre stata a fuoco. Nei primi anni, però, trovo fosse difficile per una popstar – etichetta che viene apposta ad ogni giovane che si affacci alla musica – essere se stessa. Ero idolatrato da tutte le ragazzine d’Italia, mi chiedevo cosa sarebbe successo se avessi condiviso quel che avrei tanto voluto condividere", ha spiegato Carta per motivare il perché non abbia rivelato subito la sua omosessualità: "Mi faceva soffrire l’idea di dovermi nascondere, di non poter camminare mano nella mano con il mio fidanzato, con il quale a ottobre festeggio i sette anni d’amore. Non mi è mai interessato presentarmi al Muccassassina urlando: 'Sono gay'. Volevo solo vivere con normalità il mio rapporto".

"Trovo triste che in Italia una coppia omosessuale non possa avere un figlio"

La storia d’amore con Sirio procede a gonfie vele e l’intenzione di sposarlo è la stessa di sempre: "Mi piacerebbe molto sposarmi, e di certo lo farò. Prima, però, vorrei si esaurisse l’emergenza sanitaria. Vorrei ricordarmi il giorno delle mie nozze per tutta la vita, festeggiare con gli amici e una serenità che sia vera e totalizzante", ha confidato ancora Carta che si è anche detto pronto a diventare padre.

"Trovo triste che in Italia una coppia omosessuale non possa avere un figlio", le sue parole: "L’utero in affitto è una pratica molto lontana dallo spirito ecclesiastico che ha l’italiano, e lo capisco. Però, ci sono migliaia di bambini che crescono senza genitori, in orfanotrofi. Mi chiedo perché non dar loro due papà. Trovo uno spreco che delle creature così piccole siano lasciate marcire in posti senza amore".

La speranza, dunque, è quella di adottare un bambino o di ricorrere all’utero in affitto: "Io sono cresciuto senza un padre, e mia madre è morta che avevo dieci anni. Sono andato a vivere con i miei nonni, allora, e non mi è mai mancato l’amore. In istituto, ti danno da mangiare, ti danno da bere. Non ti danno amore. L’amore non si compra", ha aggiunto ancora il cantante 36enne: "Mi piacerebbe adottare e mi piacerebbe mettere al mondo un figlio con un utero in affitto, nome tremendo per questa pratica. Non la trovo disumana, se all’origine c’è l’atto consapevole e compassionevole di una donna, che decide di aiutare un amico, un familiare, un estraneo. Lo sfruttamento, quello e solo quello, è da condannare".

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