Lunedì, 1 Marzo 2021

Marco Carta assolto: “Ho avuto ripercussioni sulla salute mentale e fisica, è stato un trauma”

Il cantante si racconta in un'intervista al 'Corriere della Sera' dopo essere stato assolto anche in Appello per un furto di sei magliette alla Rinascente: “Quella sera ho pensato di essere su Scherzi a parte, invece era un incubo”

Marco Carta

Marco Carta è stato assolto. La Corte d'Appello di Milano ha confermato la sentenza del Tribunale di un anno fa, rigettando la richiesta della Procura Generale di condannare il cantante a 8 mesi di carcere per il furto di 6 magliette alla Rinascente di Milano, dal valore di 1.200 euro.

La vicenda risale al 31 maggio 2019 e oggi che ne è stato scritto un altro capitolo, in un’intervista al Corriere della Sera il cantante ha raccontato le emozioni successive al verdetto di secondo grado, ma anche le ripercussioni che il fatto ha avuto sulla sua salute. “Sono stato molto male. Ho avuto ripercussioni sulla salute mentale e fisica, non voglio entrare nei dettagli, ma lo stress si è fatto sentire. Quella giornata e quello che ne è seguito sono stati un trauma”, ha confidato Marco Carta ripercorrendo quella serata di un anno e mezzo fa raccontata all'inizio come “spensierata”.

“C’era tantissima gente, faceva caldo e avevo una cena la sera e invece sono tornato a casa alle quattro di notte, dopo essere stato trattenuto per ore. Ricordo che, prima, avevo fretta di fare la spesa, era una serata normale, una di quelle in cui non può succedere niente di brutto: stai facendo shopping, sei sereno, gli amici e il fidanzato ti aspettano a casa… Invece mi sono trovato in un incubo. Ho pensato di essere su Scherzi a parte, era troppo assurdo”, il suo ricordo. Marco Carta ha affermato di non essersi accorto affatto che la sua amica aveva rubato delle cose: “Se no, l’avrei impedito”, ha assicurato in riferimento a Fabiana Muscas con cui ha ammesso di non avere alcun rapporto.

Marco Carta, gli insulti e le accuse dopo l’accusa di furto

Per Marco Carta sono stati mesi difficili quelli che si sono susseguiti all’accusa di furto. A fargli più male l’accanimento dei leoni da tastiera che – ha raccontato – “mi hanno insultato mischiando le accuse di essere ladro con insulti omofobi pesanti”. Ma il momento più difficile è stato gestire la preoccupazione della nonna, la donna che lo ha cresciuto quando ha perso la madre a 10 anni e che è scomparsa lo scorso aprile: “Era viva quando ho vinto in primo grado, ma ha fatto in tempo a sapere che il Pm aveva fatto ricorso. Diceva: ma quando finirà? Questo era il mio incubo al quadrato”. La nonna Elsa era malata di tumore e per le misure anti Covid, Marco non ha potuto starle vicino in ospedale: “Io ero sotto la sua finestra, pregavo di farmi entrare, ma non mi hanno fatto entrare”, ha raccontato: “Ho pregato di lasciarmela vedere in obitorio. Sono riuscito a salutarla lì. Farla morire da sola era l’ultima cosa che avrei voluto per lei, che temeva solo due cose: il buio e la solitudine”.

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Marco Carta, il furto alla Rinascente

Era il 31 maggio del 2019 quando Marco Carta e l'amica Fabiana Muscas vengono bloccati da un addetto alla sorveglianza all'uscita della Rinascente di Milano, in piazza Duomo, dopo che il sistema di antitaccheggio aveva suonato: nella borsa della donna vengono trovate sei t-shirt per un valore complessivo di 1.200 euro e un cacciavite. I vigili urbani, giunti sul posto, arrestano entrambi, poi ai domiciliari fino all'udienza di convalida. Il giudice convalida l'arresto solo per la donna.  Marco Carta si è sempre detto estraneo ai fatti e il 31 ottobre 2019 viene assolto in primo grado. Secondo la ricostruzione della difesa, la donna desiderava fare un regalo di compleanno al cantante (che aveva compiuto gli anni 10 giorni prima, il 21 maggio), avvalorando la credibilità che l'artista non ne sapesse niente. A dicembre 2019 il pm Nicola Rossato smonta la sentenza e fa ricorso contro l'assoluzione. Adesso la Corte d'Appello conferma la sentenza di un anno fa.

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