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Sabato, 20 Aprile 2024
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Galli e il long covid: "Mi sento molle come un fico", poi parla della variante Xe e della sua vita privata

Dopo il pensionamento ha contratto il covid, da poco è uscito il suo libro in cui racconta anche la sua vita. La sua arma di seduzione con le donne? "La chiacchiera"

Massimo Galli è stato, e continua ancora adesso nonostante sia andato in pensione, uno degli uomini simbolo nel racconto dell'emergenza sanitaria. In tv, nei giornali, in radio, nelle riviste tutti hanno parlato almeno una volta, ma sappiamo che sono molte di più, dell'ex direttore dell'ospedale Luigi Sacco di Milano. Dal 2008 al 2021 è stato al vertice della struttura ospedaliera e dopo aver appeso il camice al chiodo si è preso il covid. In libreria è uscito il suo libro "Gallipedia" un mix tra autobiografia e racconto della pandemia scritto con la giornalista scientifica Lorella Bertoglio.

Il libro, che non vuole essere un'antologia sul Sars-Cov2, offre una descrizione privata di Galli con brevi riferimenti all'infanzia, al rapporto particolare con il padre, anche lui medico, l'amore per la moglie Tiziana e a quella ramanzina della maestra che lo ha portato a diventare prolisso. Per descrivere una margherita, in seconda elementare (la prima non l'ha mai fatta), scrisse solo che era bianca, da quel momento capì "che gli adulti vanno manipolati e sono diventato prolisso", ha spiegato al settimanale Oggi.

Covid, variante Xe e Long covid

Nell'intervista Galli ha parlato anche della nuova variante Xe che dimostra "un'accelerazione della capacità evolutiva del virus, Omicron e figli sono progressivamente più diffusivi, il che dà al virus la possibilità di circolare", per fortuna arriva l'estate "ma non l'ho mai considerata un elemento di tranquillità". "Quando sento dire che va tutto bene dico che non è così. Questa normalizzazione non sta in piedi, numeri alla mano, se analizziamo quelli della Johns Hopkins University, che paragonano i nostri a quelli di altri paesi europei, non possiamo che concludere che contiamo i casi in modo approssimativo, per difetto", ha dichiarato Galli.

Dopo la pensione Galli ha preso il covid, per la precisione lui e altre cinque persone sono risultate positive dopo la sera di Capodanno: "Eravamo in 8, tra i 50 e gli 80 anni, tutti trivaccinati. Tra giorni dopo 6 positivi". Anche la moglie è stata contagiata "ma non ha avuto quasi nulla. Lei è una roccia, a casa la chiamiamo la Colonnella o la Commissione".

Non ha mai temuto per la sua vita, anche se ammette che senza vaccino sarebbe andata molto peggio. "I miei collaboratori hanno insistito per farmi i monoclonali, non ero convinto ma mi sono fidato". A fine 2019 ho avuto un'embolia polmonare e per questo motivo ai politici che affermavano che i medici dovevano stare in corsia avrebbe voluto rispondere: "Per quello che ho avuto, avrei potuto essere esonerato, non ero nelle condizioni di portare lo scafandro per ore".

Dopo aver preso Omicron non è più stato bene, il long covid si sta facendo sentire: "Il virus mette in atto meccanismi che colpiscono il sistema nervoso, specie quello autonomo, con problemi come tachicardia, cefalea, disturbi alle gambe o alle braccia, manifestazione cutanee simili ai geloni, difficoltà a recuperare l'olfatto". 

Ovviamente c'è anche la sindrome da affaticamento cronico, per Galli questa particolare condizione ha una radice psicologica, depressiva o post-traumatica. "Devo ammettere che sono quattro mesi che non sto bene. Mi ritrovo molle come un fico alle 4 del pomeriggio. Mi comporto come se non la sentissi questa stanchezza, ma c'è, per fortuna non ho la famosa "nebbia", riesco a concentrarmi e a lavorare come prima", ha spiegato. 

Massimo Galli "bamboccione" e il rapporto con le donne

Galli nel libro ha parlato della sua vita privata, è stato difficile per lui, ma la moglie e la coautrice del manoscritto volevano che venisse decritto "l'uomo oltre lo scienziato" anche perché da due anni a questa parte i suoi fan sono cresciuti. Galli ha sempre avuto una passione per le donne "diciamo che non sono mai stato uno stinco di santo, mi sono calmato con l'età", La sua arma segreta con le donne? "La chiacchiera, le stendevo con le parole. In gioventù ne ha fatte di follie d'amore e la madre se ne accorgeva, dopo la laurea è rimasto a casa per molti anni, "stavo benone, trattato come un principino. Poi ho tagliato il cordone ombelicale, ma con calma" e in quegli anni la mamma si accorgeva quando, per colpa degli innamoramenti "duri" perdeva l'appetito.

Dell'essere rimasto in casa per molti anni non si vergogna, anzi e al paragone fatto dalla giornalista con i "bamboccioni", risponde quasi stizzito ricordando che lui portava "a casa uno stipendio da medico ospedaliero". Nonostante con il padre ci sia sempre stato un rapporto "puntuto, ho finito col fare quello che avrebbe voluto fare lui e che desiderava io facessi: il medico e il ricercatore".

Galli non ha mai nascosto il suo orientamento politico, che conserva dagli anni delle riunioni del Movimento Studentesco dove veniva preso in giro da Gino Strada perché indossava la cravatta. Del medico di Medici senza frontiere ha un ricordo bello: "Ci siamo conosciuti da ragazzi e sentiti per tutta la vita. Eravamo molto affini e diversi, non intimi. Lo ricordo con affetto e nostalgia, in un altro tempo sarebbe stato un San Francesco".

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