Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Berlusconi, parla la curatrice d'immagine: "Vi svelo i suoi segreti, dalla cipria anti-lucido alle foto concordate"

Mitty Simonetto per la prima volta ha parlato di come ha costruito l'immagine del Cav e racconta il 'segreto' dietro alla famosa bandana indossata nel 2004

L'esperta d'immagine dietro ai famosi spot politici tramite cui Silvio Berlusconi è sceso in politica si chiama Matilde Simonetto. Riservatissima, non ha mai parlato del suo lavoro quasi ventennale al fianco del Cavaliere, ma al settimanale Oggi ha deciso di confidare alcuni dei segreti dietro all'uomo: "Ogni aggettivo riferito al Dottore, anche se declinato al superlativo, mi sembra sminuente".

Si è occupata dei look, dell'arcinota scrivania, delle luci, delle librerie e delle foto di famiglia sullo sfondo, alcune le ha proprio commissionate lei: "Feci razzia delle foto di famiglia, gliele sistemai dietro, alcune le avevo 'organizzate' io. Una volta dovetti mandare qualcuno a comprare dei jeans per i bimbi, che avevano solo pantaloni eleganti".

Il colloquio di lavoro e la ricerca, da parte di Berlusconi, delle "bollicine"

A Simonetta, detta Mity con l'accento sulla y, il lavoro arrivò quasi per caso, era il 1992 e Giovanni Beligardi, direttore dell'ufficio stampa di Fininvest, le disse che Berlusconi stava cercando una persona che gli curasse l'immagine. Lei aveva un diploma da figurinista, la moda era nel suo passato, ma non si era mai occupata di curare l'immagine di qualcuno, soprattutto di un uomo che poi sarebbe sceso in politica. "Era un mestiere che non esisteva, andava creato dal nulla. E allora dissi di no. Anche perché adoravo i miei lavori", all'epoca si occupava dei palinsesti di Italia 1 e di Buona Domenica, lo show con Lorella Cuccarini e Marco Columbo, per cui si occupava dei rapporti con la stampa e di organizzare le interviste. 

Poi decise di provarci e andò a Arcore, l'esame "durò 10 minuti": "Ti guardava fisso per capire se avevi le bollicine. Ti scandagliava l'aurea e l'anima, capiva subito se valevi o se eri un creti*o. Anche se io gli ho visto tirare fuori del sale anche da dei creti*i monumentali. Comunque, l'esame durò dieci minuti. Mi chiese due o tre cose e poi mi disse: 'Le va bene se cominciamo domani?'. Avevo un buon curriculum, sapevo tre lingue ed ero in Fininvest dal 1982, ma fuori c'erano tante altre candidate". Per i tre giorni successivi più nulla, nessun contatto con il futuro Cav, poi una chiamata: "Buongiorno signora, qua non si comincia?". Così iniziò a partecipare alle riunioni di Forza Italia ad Arcore, "c'erano l'inno, l'idea e poco altro. Ogni tanto entravano Barbara, Eleonora e Luigi, che erano dei bambini".

Un lavoro inventato da zero e alcuni segreti svelati: dalla famosa bandana all'uso della cipria

Il lavoro se l'è inventata lei: "Ero un'apripista, facevo tutto da sola: non c'erano assistenti e segretarie come adesso. Cominciai dai vestiti e fu una tragedia. Scelsi un negozio milanese, presi un sacco di roba, ma tornarono tutti indietro". Poi arrivò il momento degli spot quelli con la frase diventata iconica "L'Italia è il Paese che amo". Venivano girati "alle 6 del mattino perché poi Berlusconi non avrebbe avuto tempo. Faceva un freddo terribile: il Dottore stava ristrutturando la villa di Macherio, lo studio era stato 'sventrato'. Da una parte c’eravamo noi con le sciarpe e i cappellini di lana. Dall’altra lui, splendido in doppiopetto, seduto alla sua scrivania, sorridente, con una luce stupenda, caldissima". Berlusconi si occupava di scrivere, lei di tutto il resto.

La famosa bandana sfoggiata a Porto Cervo non fu opera sua: "Decise lui, forse c'era un trapianto da proteggere, lui lo coprì così. Quando vidi le immagini mi prese un colpo". Dormiva solo tre ore a notte, fu un periodo dove il lavoro era al centro della sua vita, "i fidanzati scappavano e le miche mi dicevano che 'vivendo' accanto a un uomo irripetibile, avevo aspettative troppo alte. Non ho rimpianti, ho una nipotina favolosa e una vita da ricordare". 

Berlusconi "non aveva le rughe", ma venivano usati "dei filtri e delle luci trattate" la questione dei collant neri sull'obiettivo della telecamera per spianare le rughe è solo e soltanto una leggenda. Silvio però faceva troppo uso della cipria anti-lucido per i miei gusti ne usava troppa, si teneva in tasca un piumino secco: appena io mi voltavo, lo tirava fuori e si incipriava, poi lo rimetteva in tasca credendo che io non lo vedessi".

Le frequentazioni femminili e i primi scandali

Poi in occasione di una conferenza stampa a Portofino per il pranzo organizzato c'erano solo "trenette al pesto. Un quarto d'ora prima del suo arrivo, qualcuno mi disse: 'Guarda che Berlusconi odia il pesto'. Era troppo tardi per farlo sparire, per fortuna sono arrivate delle ragazze in costume che hanno deviato l'attenzione".

Nel 2010 quando finì il suo incarico iniziarono a piovere i primi scandali e ammette "erano questioni troppo grandi e lontane da me, non avrei saputo gestirle". E sulla questione frequentazioni femminili ammette che erano "in tantissimi a dirglielo (di frenarsi). Lui ascoltava tutti, ma nelle decisioni era un uomo solo: solo sua madre Rosa avrebbe potuto influire sul suo comportamento, ma aveva già 90 anni".

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