Venerdì, 19 Luglio 2024
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Silvio Berlusconi e la sua "Volta Celeste": il mausoleo nella villa ad Arcore

A villa San Martino, nel grande giardino, c'è una tomba in marmo rosa che visitò anche Michail Gorbacev

Silvio Berlusconi è morto oggi, 12 giugno, all'ospedale San Raffaele di Milano, era ricoverato lì da tre giorni. La salma è stata portata ad Arcore, alla villa San Martino, proprio lì dov'è nata Forza Italia, ed è stata posizionata in un sarcofago di marmo rosa custodito all'interno del mausoleo in travertino che Berlusconi fece costruire nel grande giardino della villa nel 1990. La salma sarà poi portata alla camera ardente domani e mercoledì si svolgeranno i funerali di stato.

Il mausoleo di Silvio Berlusconi, la storia

A realizzare il monumento celebrativo, e senza alcuna valenza religiosa, fu lo scultore Pietro Cascella, la volontà del leader politico e imprenditore era quella di ricordare la ricchezza della sua vita e non glorificare la sua morte. 

Al mausoleo si accede da una grande scalinata che porta a un portone di ferro dietro cui si trova la tomba centrale in marmo rosa. La struttura ospita altri 39 loculi che sarebbero destinati a familiari e amici con il desiderio di condividere la sepoltura con i Berlusconi. 

Per la realizzazione furono impiegati 3 anni e tra i vari personaggi che la videro anche l’ultimo presidente dell’Unione sovietica, Michail Gorbacev, che visitò Berlusconi nel 1993.

Alcuni loculi sarebbero stati prenotati

All'interno del mausoleo, come già accennato, ci sono 39 loculi e alcuni di questi sarebbero già stati prenotati da alcuni nomi molto vicini a Silvio. Tra questi nomi ci sarebbero Cesare Previti, ministro della Difesa nel primo governo Berlusconi, fu condannato in via definitiva per i processi del Lodo Mondadori con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Marcello Dell’Utri, compagno di università di Berlusconi che è statto condannato a 7 anni di carcere per concorso esterno in  altro storico compagno di università di Berlusconi e tra i fondatori di Forza Italia, simpatizzante della dittatura fascista, condannato in Cassazione a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa come mediatore tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e anche per frode fiscale, istigazione alla calunnia e abusivismo. E ancora Gianni Letta, alleato politico dal 1994, Fedele Confalonieri, l'attuale presidente Mediaset. E infine Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan e attuale amministratore del Monza.

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