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Sabato, 22 Gennaio 2022
La rinascita

Nek, l'incidente e il lockdown: "Mi sono sentito in gabbia"

Il cantautore ha parlato del suo passato e ha ricordato come si sia sentito solo durante il periodo di isolamento

Filippo Neviani, in arte Nek, ha pubblicato il suo primo libro "A mani nude" il 14 dicembre, nelle 192 pagine troviamo il racconto delle prime esperienze come musicista, della carriera, delle difficoltà e anche dell'incidente che ha rischiato di cambiargli la vita per sempre. Nek intervistato dal Corriere della Sera ha ricordato i momenti difficili, in particolare uno, quando nel 1993 partecipò per la prima volta a Sanremo tra le nuove proposte con "In te", una canzone che parla dell'aborto: "Il brano è stato strumentalizzato a scopo politico. Non si trattava più del cantante arrivato per la prima volta a Sanremo ma di uno slogan politico da fronteggiare. Tutto quello che ne è scaturito è stata un’intolleranza della stampa che non è andata per il sottile anche negli anni successivi".

Adesso fare musica è molto diverso, tutto è più immediato e finire in prima pagina per un errore è molto più facile questo anche per colpa o merito dei social: "Oggi è tutto molto veloce. Gli artisti di adesso sono insidiati dal tempo. Oggi sono tutti attenti a chi fa un errore. C’è più interesse alle vicende negative che a quelle positive".

Neviani è costretto anche ad ammettere che al momento è molto più semplice scrivere un libro che organizzare un concerto. Per lui "A mani nude" è stato un processo di autoanalisi: "Volevo condividere qualcosa che era diventato un peso. È stato un lavoro terapeutico. Una serie di sedute di autoanalisi".

Nek e il rischio di morire dissanguato

Il ricordo dell'incidente e le ferite

Impossibile poi non parlare del grave incidente avuto con una sega circolare: ha dovuto affrontare un intervento di 11 ore. Per lui è stata come una catarsi e dopo la lunga riabilitazione riuscire a sentire di nuovo la mano sua è stata una gioia immensa, per questo ospite a Verissimo, di Silvia Toffanin, affermò di voler iniziare a "vivere ogni giorno come fosse il primo".

"Credo che sia il frutto anche del lockdown - ha spigato al Corriere Nek - che stavo vivendo e nel quale siamo stati tutti messi a dura prova. Un iperattivo come me in gabbia impazzisce". "Mio padre avrebbe detto: sei stato uno sprovveduto. Ma nel momento in cui finiva la frase sarebbe iniziata la preoccupazione e la sofferenza. Primo perché è successo in un luogo che anche lui amava tanto e poi perché sono un musicista".

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