Lunedì, 10 Maggio 2021
ricordi indelebili

Nek ricorda l’incidente con una foto inedita: “Mi è mancato il respiro”

Il cantante ha postato l'immagine del guanto che indossava quando si è ferito con una sega circolare lo scorso novembre

Nek

Un guanto da lavoro lacerato in più parti è l’istantanea di uno dei giorni più drammatici della vita di Nek, vittima di un brutto incidente alla mano capitatogli mentre era intento a utilizzare una sega circolare lo scorso novembre. Il cantante, al secolo Filippo Neviani, ha condiviso sui social la foto che più di qualsiasi altra ricorda quel drammatico momento, restituendo in tutta la sua schiettezza la gravità di un episodio a cui è seguito un lungo percorso di riabilitazione. “L’ho ritrovato oggi dopo quattro mesi. Per un attimo mi è mancato il respiro” ha scritto Nek a corredo dell’immagine postata sui social dove l’affetto di amici e fan si è manifestato attraverso parole di conforto per un episodio indimenticabile nella sua importanza.

“Queste cicatrici dolorose ogni giorno mi ricordano quanto possa cambiare in un secondo il corso della vita” le parole affiancate ai segni sul palmo della mano mostrate qualche tempo fa: “Pianifichiamo, progettiamo sicuri nel nostro cammino poi qualcosa di inaspettato come un pugno allo stomaco, come un lampo improvviso, trasformano tutto. Si, programmerò pianificherò e procederò ancora ma d’ora in poi tenterò di vivere ogni giorno come fosse il primo”.

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Nek dopo l'incidente: "Un'operazione lunga undici ore"

Ospite di Verissimo, Nek ha ripercorso i momenti drammatici dell’incidente alla mano capitato mentre era intento a utilizzare una sega circolare. Fatale un momento di distrazione: “Tutte le dita sono rimaste danneggiate ma, in particolare, l’anulare è quasi saltato via e il dito medio per metà, ma dopo oltre undici ore d’intervento sono riusciti a salvarmi la mano”.

Nek ha affrontato un lungo percorso di riabilitazione: “Mi sento come un bambino, perché riprendo un po’ di mobilità della mano ogni giorno. Ho ancora dei momenti di sconforto, soprattutto alla mattina, perché rimettere in moto la mano è molto fastidioso e poi, per me che non ho pazienza, è una prova ancora più dura”, aveva confidato, aggiungendo quanto sia stato determinante avere accanto a sé l’affetto di sua moglie e dei suoi figli: “Se non avessi avuto vicino la mia famiglia sarei caduto in depressione, sarebbe stato tutto più complicato”.

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