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Martedì, 18 Giugno 2024
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Paola Caruso disperata per il figlio: "Non guarirà, non camminerà mai più ed è colpa mia"

La showgirl è tornata a parlare dello stato di salute di suo figlio Michele che, dopo una puntura sbagliata da parte di un medico, ha avuto una paresi di nervo sciatico

A quattro mesi dalla puntura sbagliata da parte di un medico, in Egitto, che l'ha paralizzato nella parte bassa del corpo, il piccolo Michele, il figlio di 4 anni della showgirl Paola Caruso, non riesce ancora a camminare e, molto probabilmente, non lo farà mai più, costretto a usare un tutore per tutta la vita. A rivelarlo è sua mamma, Paola Caruso che, disperata, ha fatto il suo ingresso nello studio di Verissimo per aggiornare tutti sullo stato di salute del figlio, dopo le prime cure. La speranza dei medici era che il bimbo tornasse a muovere le gambe e camminare autonomamente ma, nonostante un miglioramento iniziale, il bambino non ha ancora sensibilità al piede che non riesce più a muovere senza l'aiuto di un tutore. 

"Il piede purtroppo non lo muove e non ha sensibilità al lato esterno della gamba - ha detto, tra le lacrime, Paola -. A questo punto non possiamo aspettare ancora perché si sta storcendo il piede e anche l'anca perché il bimbo non cammina bene perché deve camminare col tutore. Lui è sempre col tutore, senza non può stare, anche se la gamba ha ripreso a muoversi. Alla fine dei conti non è cambiato niente".

"Un dolore così solo una mamma lo può capire - ha poi aggiunto Caruso, palesemente provata per la situazione che sta vivendo -. Il danno fatto è permanente e l'unica cosa che possiamo fare è un intervento che però ha una riuscita massima del 60% e non è sicura. Mio figlio dovrà portare il tutore per sempre".

Ma l'aspetto peggiore di questa storia è che Paola non riesce a perdonarsi di aver consentito a quel medico, in Egitto, di fare la puntura a suo figlio.

"Era sano, era completamente sano - ha detto la showgirl -. Io non riesco a perdonarmi quel giorno che dissi sì a quella puntura del medico. Come faccio a spiegargli che dovrà portare il tutore per sempre. Soffro in una maniera indescrivibile. Lui sta pagando una cosa che ho deciso. Ora Michele è psicologicamente indurito, a quattro anni è già provato dalla vita, non è spensierato". 

Forse c'è un'ultima speranza, però, negli Stati Uniti, dove Paola e il piccolo Michele si recheranno per un consulto e noi non possiamo che incrociare le dita per lei. 

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