Mercoledì, 12 Maggio 2021

Paola Perego, parla il marito Lucio Presta: "Ha pagato colpe non sue"

La conduttrice ha dovuto spesso sopportare pettegolezzi e critiche per il suo matrimonio con il famoso agente, il quale chiarisce: "Non potendo attaccare me attaccavano lei"

Paola Perego e Lucio Presta il giorno del loro matrimonio, foto @Ansa

Ha passato anni a sentirsi dare della "raccomandata" Paola Perego. Motivo? Il matrimonio con il famoso agente Lucio Presta, che per i più maligni sarebbe stato un bel lasciapassare per la tv. Chiacchiere con cui ha imparato a convivere, ma certamente difficili da sopportare. "Spesso e volentieri ha pagato colpe non sue - ha spiegato Presta ai microfoni dei Lunatici, su Radio 2 - Non potendo attaccare me attaccavano lei, pensando di ferirmi nella parte più debole del mio lato, il lato aperto, il fronte aperto. L'ha sempre vissuta con assoluta serenità, qualche volta si è arrabbiata e l'ha detto. Ma sul piatto della bilancia ci sono anni di rapporto che valevano la pena rispetto alle cattiverie che può subire nel nostro lavoro".

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Nel programma notturno condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, il famoso agente ha parlato anche della sua biografia, "Nato con la camicia", e del motivo che l'ha spinto a scriverla: "Avevo il bisogno di ricostruire la notte in cui sono nato, altrimenti sarei impazzito. Ci sono notti che devi assolutamente ricostruire e ricordare, perché sono l'imprinting della tua vita, un qualcosa che ha segnato la tua esistenza. Quella non fu una notte straordinaria per me, ma probabilmente da quella notte non straordinaria per me è nata una vita che è stata sicuramente straordinaria. La notte in cui sono nato è una notte di tanti anni fa, una notte che sembrava di gioia e di allegria. Per mio padre c''era in arrivo un figlio, una grande gioia. Una gioia che poche ore dopo si è trasformata in disgrazia e disperazione. Quella notte è cambiata la vita di tante persone. La mia, che sono nato. Quella di mio padre, quella di mia sorella. E purtroppo quella di mia madre. Mi piace pensare che tutto questo fosse un disegno fantastico e meraviglioso". 

Lucio Presta, nell'autobiografia la sua infanzia e il rapporto con i figli

Una perdita dolorosa per cui si è sentito responsabile: "Voglio precisare una cosa. Mio padre non mi riteneva responsabile per la morte di mia madre. Sono io che mi sentivo responsabile. E' diverso. Poi siamo cresciuti in due direzioni diverse. Lui vantava il fatto che mi avesse fatto studiare e mandato in collegio, io però mentre mi costruiva tutto questo non lo vedevo mai, non stavo mai con lui. Mi è mancato il contatto, un abbraccio, una carezza. Non essendo stato allattato, non avendo potuto avere gli abbracci di mio padre, mi è mancato il contatto fisico.  Questa biografia per me è un danno d'immagine clamoroso. C'è gente che mi chiama e mi dice che l'ho fatta piangere ed emozionare. Allora mi sono iniziato a chiedere se non ho sbagliato qualcosa. In questo mondo preferisco mostrare l'altra faccia, quella da duro, da musone, da orso. Certi aspetti della mia vita e della mia persona hanno stupito tutti".

Papà di due figli, avuti dalla seconda moglie, Presta ha confessato di essere molto apprensivo e premuroso con loro: "Ho bisogno di avere con loro un contatto fisico, continuo. Li abbraccio, li accarezzo. Ora sanno anche che ho assoldato degli investigatori per farli seguire. Ritenevo importante prevenire invece che curare. Mi interessava molto sapere che vita avessero. Poi mi sono sentito in colpa, perché ho avuto la fortuna di avere proprio due ragazzi per bene. Abbiamo avuto modo di parlarne, di approfondire".

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