Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Pierluigi Diaco: "La mia famiglia? Il mio compagno Alessio e il mio bassotto Ugo"

Il giovane prodigio del giornalista si racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera, parlando della sua quotidianità e del suo lavoro

Pierluigi Diaco sta quasi per compiere 40 anni, ma ha cominciato a fare giornalismo da quando ne aveva 15: prima intervistava i politici per Italia Radio, poi ha condotto un talk su Tmc e, dopo una brillante carriera e mille critiche, oggi conduce Non Stop News su Rtl102,5 ed è autore del Maurizio Costanzo Show.


In una lunga intervista al Corriere della Sera, il giovane prodigio del giornalismo racconta la sua giornata ora che è un uomo, parlando del suo nucleo familiare: il suo compagno, Alessio, e Ugo, il loro cagnolino.

Racconta Pierluigi: “Convivo con il mio compagno, Alessio. È la prima volta che ne parlo. Nei weekend, quando posso prendermi una pausa dal lavoro, andiamo al mare. Spesso al cinema. Abbiamo un bassotto molto simpatico, si chiama Ugo”. E continua: ““Mi sveglio alle 5 del mattino, un'ora dopo vado in radio, poi in redazione da Maurizio Costanzo. Ceno già alle sette di sera, due ore dopo sono a letto, altrimenti non posso reggere. I primi anni sono stati entusiasmanti, poi tanti interrogativi. Dai 25 ai 35 anni poche certezze”.


Nel suo periodo nero, Diaco racconta di essere stato in analisi: “Le esperienze di lavoro non si sposavano con l'età. Mi dicevo che ero felice, ma non lo ero. Ma non potevo lamentarmi, ero  privilegiato. Eppure, sentivo che mi stavo perdendo qualcosa, non sapevo cosa. La risposta me la sono data con il tempo, imparando una morale di sottrazione invece che di addizione. Facevo troppo. Mi sono reso conto che l’importante non è esserci, ma essere”. 


Il suo malessere derivava soprattutto dai giudizi caustici altrui: “Soffrivo perché mi giudicavano con pregiudizi”. Diaco, infatti, è stato bersaglio di giornali e giornalisti: L’Espresso lo definì mitomane, Montanelli un “creteenager”, e Linus diceva che sembrava “avesse inghiottito un pensionato”.


Ma, nonostante tutto, Pierluigi non si è mai perso d’animo, e racconta come nacque il suo primo programma tv: “Ogni cosa l’ho  cercata. Il primo programma tv andò così: invitai a parlare nel mio liceo Sandro Curzi. Mi offrì di visitare la redazione del Tg3. Poi, lui andò a Tmc e io preparai il progetto di Tmc Giovani. Si fece perché, senza conoscere nessuno, scrissi alla Telecom che me lo sponsorizzò”.


Probabilmente, come avviene nei casi delle persone coraggiose e volitive, le cattiverie degli altri vengono prese come sfida e come spunto per fare di meglio e per eccellere. E Diaco ci è riuscito, conservando al tempo stesso la sua sensibilità.
 

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