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Mercoledì, 29 Maggio 2024
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Platinette: "Il sesso mi affascinava, ho iniziato a farlo presto. Un figlio? Per carità"

Mauro Coruzzi si è aperto in un racconto intimo del suo rapporto con il sesso, di un'eventuale paternità e di cosa ne pensa delle etichette di identità sessuale

Ha 67 anni, una personalità molto ben definita ed è uno dei volti televisivi e radiofonici più noti e riconoscibili. La sua carriera si è sviluppata in diversi settori, tutti, però, legati al mondo dello spettacolo. Dalla radio al giornalismo, dalla conduzione televisiva al doppiaggio, Platinette, pseudonimo di Mario Coruzzi, infatti, è uno dei primi personaggi apparsi in tv in veste di drag queen e oggi, a quasi 70 anni, si è raccontato a cuore aperto in un'intervista con il quotidiano La Ragione dove ha svelato dettagli inediti sulla sua infanzia, ha parlato del suo rapporto con il sesso e dichiarato anche se rimpiange di non aver mai avuto figli.

"Se vuole una falsità le dico che sto bene", è così che esordisce Platinette rispondendo alla semplice domanda: "Come stai?" lasciando subito intendere che il suo stato d'animo non è propriamente sereno in questo momento anche se, del passato, sembra non avere rimpianti. Tra i tanti temi affrontati c'è quello del sesso. Platinette, infatti, ha ammesso di essere sempre stato affascinato da dal sesso senza mai essere particolarmente "deviato". 

"Mi sono approcciato a questo tema abbastanza presto, ai tempi delle superiori - ha detto Mauro -. Mi affascinava il meccanismo della seduzione. A interessarmi non era il sesso quanto il fatto di essere interessante per qualcuno".

Per quanto riguarda le classificazioni sessuali, Platinette ammette. "Io invece le odio. Essendo onnivoro e non avendo pregiudizi, le categorie mi infastidiscono. Per un certo periodo andava per la maggiore la bisessualità, ovvero la predisposizione ad andare sia con uomini che con donne. Non credo però alla classificazione così come alla fluidità, anche perché mi fa venire in mente il sapone, non certo il sesso". 

E sul tema figli, Platinette sembra non avere alcun rimpianto: "Per carità, meglio risparmiare a un figlio un padre con un tale carattere. Io sono la mia famiglia, grazie a Dio. Non devo rendere conto a nessuno, vivo come se fosse non dico l’ultimo ma il penultimo giorno. Che devo dire, le relazioni stabili sono una noia mortale. Sopportare impegni e doveri è la peggiore delle costrizioni possibili".

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